mercoledì 30 giugno 2010

ARROSTO DI MAIALE CON PATATE





Quando metto in ordine gli appunti di viaggio, non c’è nulla da fare è più forte di me, mi tornano in mente sempre i profumi e i sapori dei luoghi visitati ….. Durante il nostro “Tour de France” abbiamo assaggiato molte specialità particolari quali pesce, carne, maiale ……
E già, il maiale ……… Mi viene in mente un odorino di soffritto, aglio, cipolla, rosmarino, alloro, e allora ……. Ah… penso, qui ci vuole la mia “chef” non vi è dubbio, e lei, che non vede l’ora di dar fuoco alle pentole, via…….. Mi accontenta ……….


                            Arrosto di maiale con patate

Ingredienti:
600 gr. di lonza di maiale
1 spicchio d’aglio
1 rametto di rosmarino
2 foglie d’alloro
½ cipolla
½ bicchiere di vino bianco
peperoncino (a piacere)
olio d’oliva
sale
4 patate


Preparazione:

Mettiamo in una casseruola l’olio, la cipolla a fettine oppure tritata grossolanamente, l’alloro e il pezzo di lonza, rosoliamo a fuoco alto per sigillare bene i succhi.
Tritiamo il rosmarino con lo spicchio di aglio e lo aggiungiamolo alla carne, sfumiamo con il vino bianco fino ad evaporazione, copriamo con un coperchio abbassando la fiamma.
Deve cuocere lentamente per circa 1 ora girandolo ogni tanto.
A fine cottura lo lasciamo riposare 10 minuti prima di tagliarlo a fette.
Verso fine cottura aggiungiamo a piacere un pezzetto di peperoncino.

Nel frattempo peliamo le patate, le tagliamo a quadretti e le mettiamo in una padella con l’olio, uno spicchio d’aglio intero e un po’ di sale grosso.
Le lasciamo cuocere lentamente a fiamma bassa, coperte, per circa mezz’ora, negli ultimi 10 minuti scopriamo la padella per la rosolatura finale.

Prepariamo le fette di arrosto in un piatto da portata o in singole porzioni, mettiamo un po’ di sughetto sopra e accompagniamo con le patatine.


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lunedì 28 giugno 2010

FOCACCIA GENOVESE


Per chi come me è nato e cresciuto a Genova, vi sono due certezze sulla città, il mare e la Focaccia …….

La focaccia genovese….. quella sottile ma non troppo, morbida al centro e croccante nel bordo, con l’olio che luccica nei buchi e unge tutta la superficie.
Con la focaccia genovese si può fare colazione, nel caffè e latte è unica, oppure uno spuntino a meta mattinata, in purezza o con salumi e formaggi. I nostri nonni l’accompagnavano sempre con un buon bicchiere di vino bianco.
Personalmente la preferisco in purezza, con le bollicine d’olio che spuntano dai buchi e quando la mordi, la sensazione di unto ti rimane qualche secondo sul palato.
Non vorrei essere troppo campanilista, ma quando hai un languorino e lo stomaco gorgoglia, quando senti una sensazione di appetito da soddisfare, la focaccia genovese è la cosa più buona al mondo ………
In città la si trova ovunque, nei bar, nei ristoranti, ma soprattutto nei panifici, e in alcune vie il suo profumo si espande nell’aria, lasciando ai passanti una piacevole sensazione.

Grazie alla mia “chef” spesso colgo l’occasione di farne delle vere e proprie scorpacciate …….


                                      Focaccia genovese

Ingredienti:
300 gr. di farina 00
200 gr. di farina manitoba
25 gr. di lievito di birra
250 ml. di acqua
sale
olio d’oliva extravergine

Preparazione:
Mettiamo sul tavolo la farina 00, aggiungiamo il sale e sopra la farina manitoba (il sale è meglio se non viene a contatto direttamente con il lievito).
Sciogliamo il lievito nell’acqua tiepida e incominciamo a impastare, quando l’impasto risulta amalgamato, non continuiamo oltre per non sprigionare troppo l’amido che inibisce la lievitazione, quindi lievitare coperto per circa 1 ora.
Riprendiamo l’impasto lievitato e stendiamo la pasta con un mattarello della grandezza della teglia che andremo ad adoperare, ungiamo bene la teglia con l’olio, appoggiamo la pasta stesa e la lasciamo nuovamente lievitare coperta per circa 1 ora.
Prepariamo ora un emulsione di olio e acqua in parti uguali e andiamo a cospargere la superficie della focaccia premendo con le dita per formare i famosi buchi, dove andrebbe messo un po’ di sale.


Mettete in forno a 220° per circa 15 minuti poi proseguire sotto il grill per 5 minuti.
Sfornatela e provatela ancora calda in purezza oppure accompagnata con salumi vari.







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domenica 27 giugno 2010

I VIAGGI DEL GOLOSO

I Viaggi del Goloso nasce con l'idea di condividere la passione per i viaggi con la golosità per le cose buone.
Viaggiando e assaggiando le specialità dei luoghi visitati si rimane ingolositi e spesso tornando a casa, si prova a riprodurre sapori e piatti gustati nell'ultimo viaggio, magari rivisitati a nostro gusto.

Personalmente ho fatto così ........  Speriamo di esserci riuscito .......

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FOCACCIA COL FORMAGGIO ( quella di Recco)


Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare della focaccia col formaggio di Recco, quella vera ………

Quella con le due sfoglie sottili che imprigionano la crescenza che cuocendo si scioglie e cerca lo spazio per uscire, magari dai buchi che un sapiente cuoco ha fatto sulla sfoglia perché questa non gonfi durante la cottura….
Quella che quando la metti in bocca tiepida, sprigiona un gusto che se non lo provi non lo puoi sapere e il formaggio sciolto, ti scivola sulla lingua dandoti una sensazione unica ……..
Insomma quella di Recco, splendida cittadina posta sul mare a pochi chilometri da Genova, nella quale ogni anno nel mese di maggio, si svolge una sagra della focaccia, unica e inimitabile per noi liguri, dove la focaccia viene distribuita dai vari fornai e ristoratori i quali, pur divulgando la ricetta, serbano da secoli qualche segreto per la sua preparazione. Pare che le prime focacce siano state preparate ai tempi dei crociati….......
Non so’ se la mia “chef”, che in questo caso gioca in casa, abbia scoperto il segreto per cucinarla, ma per me ogni volta che decide di prepararla, è sempre una festa ………….


                           Focaccia col formaggio (quella di Recco)



Ingredienti:

250 gr. di farina 00
½ bicchiere d’olio d’oliva
acqua tiepida q.b.
sale
300 gr. di stracchino morbido o crescenza


Preparazione:

Mettiamo sulla tavola la farina a fontana con al centro l’olio d’oliva, aggiungiamo il sale e impastiamo il tutto con l’acqua tiepida che è fondamentale per dare elasticità all’impasto.
Formiamo una palla che lasceremo riposare coperta per circa mezz’ora.
Dividiamo la pasta in due parti, stendiamo la prima aiutandoci con un mattarello, in una sfoglia molto sottile quasi trasparente, che andremo a posare su di una teglia unta d’olio d’oliva.
Sopra di essa andremo a mettere lo stracchino a pezzetti, un velo d’olio e una spolverata si sale.
Tiriamo ora la seconda sfoglia anch’essa molto sottile, che metteremo a copertura, chiudiamo i bordi, premendo bene e cercando di non lasciare aria all’interno, ungiamo tutta la superficie con un emulsione di olio d’oliva extravergine e acqua in parti uguali.

Bucherelliamo la superficie della sfoglia di copertura perché non si creino bolle d’aria e inforniamo a forno caldo (220°) per circa 15 minuti.



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sabato 26 giugno 2010

BIARRITZ

TERZA TAPPA

Per arrivare a Biarritz partendo da Carcassonne, ci sono circa 400 chilometri di strada che percorriamo in tre ore e mezza, permettendoci anche una sosta lungo il percorso, ammirando i panorami della regione Midì - Pirenei, una regione davvero interessante in cui ci ripromettiamo di tornare in un'altra occasione.
Le segnalazioni per giungere alle varie località sulla costa atlantica sono di facile comprensione e dopo aver seguito le indicazioni per Tolosa, si deve seguire le indicazioni per Saint – Sebastien.
Per qualche instante, guardando il paesaggio intorno a me, penso a tutti coloro che nei tempi passati attraversavano la Francia dal mediterraneo all’oceano in mezzo a paesaggi fantastici. Non c’era l’autostrada e il mezzo di trasporto era il cavallo, per cui la traversata si presentava oltre che pericolosa, molto più lunga e faticosa delle nostre tre ore e mezza.
Percorrendo la strada verso il confine spagnolo si arriva a Biarritz. Per un po’ i Pirenei fanno da sfondo al nostro percorso e dirigendoci verso l’oceano, entrando nella regione dell’Aquitania, intravediamo il confine con i Paesi Baschi.
Arrivati a destinazione, la vista dell’oceano ci affascina e la distesa che si presenta di fronte a noi dopo i 400 chilometri di viaggio, vale la strada che abbiamo percorso.



Biarritz è una cittadina sull’oceano atlantico a pochi chilometri dal confine spagnolo e l’influenza del golfo della Guascogna si sente e si percepisce nell’aria.
La storia della splendida cittadina atlantica, pare iniziare quando i vichinghi arrivarono nel golfo di Guascogna e insediarono i primi villaggi, in seguito vi sono notizie certe che il villaggio divenne un punto di riferimento per la pesca delle balene.
Gli inglesi frequentarono per diverso tempo la località grazie alla regina Vittoria che nel 1889, si innamorò della graziosa città, la quale divenne una delle sue mete preferite.
Il massimo del suo splendore Biarritz lo raggiunse negli anni sessanta, con l’arrivo dalla California e da altre parti del mondo dei surfisti, attratti dall’oceano impetuoso e dalle sue onde spettacolari.
Da allora fino ai giorni nostri la splendida località di villeggiatura è cresciuta divenendo una delle mete più rinomate per il turismo della costa atlantica, ed è stata rinominata la “Californie de l’Europe”
Di cose curiose da vedere a Biarritz ce ne sono parecchie, la prima è il faro, famoso e segnalato da tutte le cartine turistiche, si vede svettare bianco con la punta scura in fondo alla spettacolare spiaggia della località francese.
Situato su di uno sperone roccioso, vero e proprio confine tra la costa francese sabbiosa e la costa rocciosa dei Paesi Baschi, il faro di Biarritz fu costruito nel 1834, posando le sua fondamenta fino a 5 metri nel sottosuolo roccioso. Fu automatizzato nel 1980 e oggi, lo si può visitare salendo i suoi 243 scalini fino alla cima da dove nelle giornate serene, si può godere di un fantastico panorama.


Un altro luogo spettacolare da non perdere a Biarritz è lo scoglio della vergine. Situato vicino alla costa e collegato ad essa con un ponte in ferro battuto. Lo scoglio della vergine non è un luogo di culto ma una vera e propria attrazione turistica. Bucato nel mezzo, pare per volere di Napoleone Terzo che lo volle utilizzare come avamposto difensivo fortificato, piazzandovi dei cannoni, lo scoglio è davvero singolare per la sua ubicazione di fronte alla costa. La statuetta della vergine svetta bianca in cima allo scoglio e il panorama che si può ammirare verso costa è davvero suggestivo. Se la giornata è limpida, si possono vedere chiaramente le due coste confinanti tra Spagna e Francia.
Un vero brivido si può provare nel raggiungere lo scoglio passando sul ponte di ferro che lo collega alla costa, soprattutto se l’oceano atlantico è leggermente agitato e il vento, che a Biarritz non manca mai, colpisce prepotentemente il viso del visitatore.




Siamo golosi e una visitina al museo del cioccolato certo non volgiamo perderla. Interessante la visita al suo interno con la storia del cioccolato a partire dalla pianta di cacao, fino alla commercializzazione. Meravigliosa, quasi a fine visita, la degustazione della cioccolata calda in tazza con aromi e profumi straordinari, a ricordare come il cioccolato sia stato nel tempo ribattezzato cibo degli dei.

Certo non possiamo lasciamo Biarritz senza assaggiare le specialità gastronomiche del posto, che sono abbondantemente influenzate dalla vicinanza con la Spagna.
Un consiglio, cercate di cogliere l’occasione per assaggiare i Chipirons, calamari cucinati nel nero di seppia dal sapore speziato. Poi vi sono i Piperade, uova strapazzate con pomodori, prosciutto e peperoncino. Senza dubbio ho trovato delizioso lo Zikiro, agnello speziato cucinato alla brace.
Per uno spuntino veloce i Pintoxos sono una versione basca delle tapas spagnole. Tra i dolci, quello che ho gradito particolarmente è stato il Kanougas, una specie di cioccolatino ripieno ai vari gusti che si può portare a casa in comode confezioni regalo.

C’è un’ultima cosa da dover ammirare a Biarritz, la forza della natura. Si potrebbero trascorrere ore intere a guardare le spettacolari onde che l’oceano regala al turista, senza che questi possa annoiarsi nemmeno un minuto, mentre il salino e il vento impetuoso gli sferzano il viso dandogli la sensazione di essere un surfista in mezzo alle onde.

Tutti gli anni nel mese di Luglio, a Biarritz si tiene il festival del surf, il divertimento è assicurato, anche senza la tavola …….






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giovedì 24 giugno 2010

PIZZETTE BIANCHE AL SALMONE




 
                           Pizzette bianche al salmone


Ingredienti:
250 gr. di pasta sfoglia già pronta
300 gr. di salmone affumicato
200 gr. di crescenza o stracchino


Preparazione:

Stendiamo la pasta sfoglia e con un coppa pasta dentellato ritagliamo dei dischetti che appoggeremo su carta forno direttamente nella leccarda, mettiamo su di ognuno un pezzetto di crescenza e sopra una mezza fettina di salmone affumicato, inforniamo a 200° per circa 15 minuti.

Lasciamo raffreddare e le disponiamo in un piatto da portata, ottime con prosecco e champagne.

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lunedì 21 giugno 2010

Rose di pasta fresca ripiena con salsa di noci





E’ arrivata l’estate, di solito si festeggia l’evento con varie iniziative a seconda dei luoghi e delle tradizioni, sagre, feste di paese, falò sulla spiaggia ….. Io che sono un golosone di solito festeggio con un buon piatto fresco vista la stagione, affidandomi alla mia “chef” dalla padella sempre pronta …..
Questa mattina però, aperta la finestra e presi in pieno viso i 15 gradi di temperatura, (più che Giugno sembrava Ottobre) abbiamo pensato di accogliere adeguatamente il solstizio d’estate e la mia "chef" mia ha preparato una gradita sorpresa ………………………

                      Rose di pasta fresca ripiena con salsa di noci

Ingredienti:
Pasta:
500 gr. di farina 00
2 uova
sale
acqua q.b.
Ripieno:
500 gr. di bietole o spinaci già bolliti e spremuti dall’acqua
200 gr. di ricotta
100 gr. di parmigiano grattugiato
2 uova piccole
sale
noce moscata
maggiorana

Salsa di noci:
200 gr. di gherigli di noci
la mollica di 2 panini
qualche cucchiaio di latte
3 cucchiai d’olio d’oliva
1 spicchio d’aglio
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
100 ml. di panna da cucina oppure 50 ml. di panna e 50 ml. di latte

Preparazione:
Incominciamo dalla pasta, disponiamo la farina a fontana sul tavolo aggiungendo le uova, il sale e un po’ di acqua per favorire l’impasto, formiamo una palla e la lasciamo riposare coperta mentre prepariamo il resto.
Prepariamo il ripieno per le rose di pasta fresca, tritiamo la verdura al mixer, la mettiamo in una terrina e aggiungiamo le uova, la ricotta, il parmigiano, una grattata di noce moscata, un pizzico di maggiorana, e il sale. Amalgamiamo bene il tutto con una forchetta per sbriciolare bene la ricotta e il nostro ripieno è pronto.
E’ il momento della salsa di noci, prendiamo i gherigli di noci già sbucciati della pellicina e li tritiamo al mixer assieme all’aglio, la mollica dei due panini bagnata nel latte, il parmigiano grattugiato, e l’olio d’oliva.
Uniamo al composto la panna da cucina e lavoriamo sino a ottenere una salsa omogenea.
Questa è la ricetta originale per la salsa di noci, ma per la nostra ricetta, possiamo mettere metà panna e metà latte, in modo tale che sia più vellutata che cremosa.
Stendiamo ora la pasta in una sfoglia rettangolare abbastanza sottile, (lunga cm. 20, e alta cm. 12) meglio se con la macchina per la pasta, mettiamo il ripieno lungo tutta la lunghezza, come se fosse un piccolo salsicciotto, chiudiamo bene i bordi tutt’intorno, e avvolgiamolo su se stesso per poi fissarlo premendo un po’ sulla pasta. Continuando così sino alla fine del ripieno
Mettiamo a bollire l’acqua con il sale e delicatamente con una ramina immergiamo le nostre “rose” lasciamo bollire qualche minuto e con la stessa delicatezza sempre con la ramina le scoliamo.
Andremo a mettere in ciascun piatto la salsa di noci a specchio e adageremo su di essa, tre rose di pasta ripiena appena scolate, decoriamo a piacere con dadini di pomodoro fresco.







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domenica 20 giugno 2010

MEZZELUNE AI FUNGHI E GAMBERI



Viaggiando e costeggiando l’oceano, abbiamo avuto l’occasione di assaggiare diverse specialità a base di pesce soprattutto gamberi, cucinati in diversi modi.
“La mia chef “appassionata di cucina, ha rielaborato un piatto davvero particolare assaggiato sulla costa atlantica, in un connubio di gamberi e funghi, mettendoci del suo come sempre, ha creato una vera ghiottoneria ……..

                                     Mezzelune ai funghi e gamberi

Ingredienti :

Pasta:
500 gr. di farina 00
2 uova
sale
acqua q.b.

Ripieno:
300 gr. di funghi champignon
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
olio d’oliva
30 gr. di burro
2 cucchiai colmi di farina
300 ml. di latte
parmigiano grattato
sale

Condimento :
300 gr. di gamberi
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
olio d’oliva
vino bianco
1 pizzico di farina
sale

Preparazione :

Prepariamo la pasta; mettiamo sul tavolo la farina a fontana con le uova, il sale, un po’ d’acqua se necessario per ottenere la giusta consistenza senza appesantire con troppe uova. Impastiamo il tutto e lasciamo riposare coperto mentre intanto prepariamo il ripieno.
Puliamo e affettiamo i funghi e li mettiamo in una padella con l’olio e un trito di prezzemolo e aglio, rosoliamo un attimo, mettiamo il sale e aggiungiamo un po’ d’acqua per farli cuocere.

Prepariamo ora la besciamella; facciamo sciogliere burro e farina, aggiungiamo il latte e il sale, mescolando bene perché non faccia grumi. Portiamo a bollore sino a che si addensa, (deve risultare un po’ più soda rispetto alla normale besciamella).Quando la togliamo dal fuoco, uniamo i funghi trifolati precedentemente e una manciata di parmigiano, amalgamiamo e lasciamo raffreddare il tutto.

Prepariamo le mezzelune; tiriamo la sfoglia e con un coppa pasta, ritagliamo dei dischi di 10 cm. circa di diametro. Poniamo su una metà del disco un po’ di ripieno e chiudiamo con l’altra premendo bene sui bordi.

Prepariamo ora il condimento; puliamo i gamberi e li mettiamo in padella con olio e prezzemolo e aglio tritati, alcuni tagliati a pezzetti il resto interi, li saltiamo un attimo e sfumiamo con il vino bianco, appena evaporato spolveriamo con la farina per fare addensare leggermente il tutto.

Facciamo bollire una pentola con acqua salata e tuffiamo le mezzelune, appena vengono a galla, le prendiamo con una ramina e le mettiamo nella padella con il condimento di gamberi, le saltiamo per farle prendere bene il condimento e le disponiamo direttamente nei piatti.

Buon appetito!

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venerdì 18 giugno 2010

GAMBERI SU LETTO DI RUCOLA




Quando arriva l’estate, i gamberi, per chi li ama, diventano un idea per un delizioso piatto freddo o antipasto di mare, la preparazione è veloce e facile anche per i mariti come me ……… golosi e negati per la cucina.
Per la mia “Chef “ è un attimo prepararli, per me è un secondo mangiarli con gli occhi prima che con la bocca.


                       Gamberi su letto di rucola


Ingredienti:

500 gr. di gamberi
300 gr. di rucola
Olio extravergine
Sale
2 foglie di alloro
Salsa cocktail

Preparazione:

Laviamo le foglioline di rucola le centrifughiamo, le condiamo con un pizzico di sale e olio extravergine e le disponiamo su piatti singoli.
Mettiamo l’acqua a bollire con sale e le foglie di alloro, puliamo i gamberi e li tuffiamo in acqua per 5 minuti.

Una volta scottati, li scoliamo con una ramina e li accomodiamo sul letto di rucola condita, aggiungiamo a piacere la salsa cocktail.

Un buon franciacorta, ricco di fantastiche bollicine, si accompagna a meraviglia con questo piatto.

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giovedì 17 giugno 2010

RAVIOLI DI VERDURA AL RAGU'




Stiamo rientrando da una trasferta di lavoro e mentre con mia moglie facciamo le dovute considerazioni sulla lunga giornata lavorativa, notiamo sul lato destro della carreggiata dell’autostrada una distesa verde.

A prima vista sembrano spinaci, ma poi conveniamo sul fatto che sono bietole. La pioggia caduta fino a qualche minuto prima ha lasciato sulla verdura delle goccioline che danno la sensazione di fresco e mettono alla mia “chef” la voglia di preparare qualcosa di buono ….. è sempre così, quando non riesce a cucinare per qualche giorno a causa degli impegni lavorativi, le viene la nostalgia dei fornelli ……….

Arrivati al casello autostradale, mi propone uno dei mie piatti preferiti ……. Domani ……..

                           Ravioli di verdura al ragù

Ingredienti per i ravioli:

Pasta:
500 gr. di farina 00
2 uova
sale
acqua q.b.

Ripieno:
500 gr. di bietole o spinaci già bolliti e spremuti dall’acqua
200 gr. di ricotta
100 gr. di parmigiano grattugiato
2 uova piccole
sale
noce moscata
maggiorana

Ragù:
1 cipolla piccola
1 carota piccola
prezzemolo
1 spicchio d’aglio
un pezzetto di sedano
olio d’oliva
200 gr. di carne di maiale
Mezzo bicchiere di vino rosso
500 gr. di pelati + un po’ di conserva di pomodoro
sale

Preparazione:

Incominciamo dalla pasta, disponiamo la farina a fontana sul tavolo aggiungendo le uova, il sale e un po’ di acqua sufficiente per l’impasto, formiamo una palla e la lasciamo riposare coperta mentre prepariamo il resto.

Passiamo al ragù; tritiamo al mixer la cipolla, la carota, il sedano, il prezzemolo e l’aglio, mettiamo il tutto in un tegame, dove abbiamo messo l’olio d’oliva, aggiungiamo il sale e cominciamo a rosolare. Intanto tagliamo a coltello la carne in tanti pezzetti che andremo ad unire al battuto e mescoliamo il tutto. Mettiamo il vino rosso e quando sarà evaporato i pelati, la conserva di pomodoro e acqua quanto basta per farlo cuocere 1 ora e mezza circa.

Mentre il ragù cuoce lentamente, prepariamo il ripieno dei ravioli, tritiamo la verdura al mixer o se preferite sul tagliere con la mezzaluna, la mettiamo in una terrina e aggiungiamo le uova, la ricotta, il parmigiano, una grattata di noce moscata, un pizzico di maggiorana, e il sale.

Amalgamiamo bene il tutto con una forchetta per sbriciolare bene la ricotta e il nostro ripieno è pronto.

Ora riprendiamo la pasta che nel frattempo si è riposata e tiriamo una sfoglia. Qui possiamo usare il mattarello oppure la macchina, l’importante è che la pasta sia abbastanza sottile.

Una volta distesa la sfoglia, mettiamo delle palline di ripieno disposte in fila, distanziate l’una dall’altra, ripieghiamo la sfoglia sopra alle palline e premiamo tutt’intorno per fare uscire l’aria, poi con la rotella dentata ritagliamo i ravioli.

Non ci resta che buttarli in acqua bollente salata, scolarli quando vengono a galla dopo uno o due bolli, metterli in una zuppiera e condirli con il ragù, non dimenticandosi una bella spolverata di parmigiano.

Buon appetito!

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mercoledì 16 giugno 2010

INVOLTINI DI TACCHINO



Una domenica mattina, mentre sono intento a terminare un lavoro al computer, vengo distratto da un delizioso odorino proveniente dalla cucina. Solitamente la domenica è il giorno in cui mia moglie riesce a dedicare più tempo alle delizie culinarie, ed io, che al primo odore di soffritto ho già appetito, mi alzo dalla scrivania e quatto quatto come un gatto, arrivo in cucina …. La mia “chef” è li che armeggia con padelle e piatti, la guardo con occhi golosi e lei mi dice, oggi si mangia …………

                             Involtini di tacchino

Ingredienti:
4 fette di fesa di tacchino
4 wurstel di suino Tirolesi
2 uova
30 gr. parmigiano grattugiato
un pizzico di farina
origano o maggiorana
2 cucchiai di latte
olio d’oliva
2 spicchi d’aglio
2 foglie d’alloro
1 rametto di rosmarino
mezzo bicchiere di vino bianco o birra
sale

Preparazione:

Cominciamo sbattendo le uova, aggiungiamo il sale, il parmigiano, la farina, l’origano e il latte, mescoliamo il tutto e prepariamo due frittatine che lasceremo raffreddare e divideremo a metà.
Prendiamo le fette di fesa, le battiamo con un batticarne e appoggiamo sopra ciascuna la mezza frittatina e il wurstel, arrotoliamo il tutto e leghiamo con del refe da cucina.
Mettiamo ora gli involtini in una padella con olio d’oliva, alloro, rosmarino e aglio e rosoliamo a fuoco vivo finché non prendono un bel colore dorato, bagniamo con il vino bianco, lasciamo evaporare e una volta coperti, lasciamo cuocere 15 minuti circa.
Tolti dal fuoco e appena intiepiditi, togliamo il refe e affettiamo ciascun involtino almeno per metà, appoggiamo su di un piatto, nappiamo con il sughetto e accompagniamo con patatine fritte.

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martedì 15 giugno 2010

CANNOLI ALLA CREMA PASTICCERA



Golosi si nasce, non si diventa, e qualche settimana fa, pensando a qualcosa di dolce mentre stavo lavorando, mi venne voglia di crema pasticcera. Non la solita crema, ma quella fatta in casa, con la stecca di vaniglia a darle un gusto particolare adatto a qualsiasi esigenza golosa.
Come al solito mi confrontai con la mia “chef “, la quale mi propose di accompagnare la crema, che da sola poteva risultare stucchevole, a qualcosa di più sfizioso ……..
Dentro qualche torta ? In qualche bombolone ? Poi guardando gli attrezzi nel cassetto di cucina e sapendo di avere un rotolo di pasta sfoglia nel frigo, che sembrava aspettare solo noi, decidemmo …….

                                 Cannoli alla crema pasticcera


Ingredienti:

1 rotolo di pasta sfoglia già pronta
250 ml. di latte
mezza stecca di vaniglia
13 gr. di burro
100 gr. di zucchero + 1 cucchiaio per spolverare i cannoli
1 uovo + 1 tuorlo
35 gr. di farina

Preparazione:

Stendiamo la pasta sfoglia e ritagliamo delle striscioline di 2 cm. x 30, è chiaro che lo fa sempre la mia “chef”, io guardo pronto ad assaggiare, le arrotoliamo a spirale su i cilindretti appositi, li mettiamo su carta forno sopra una teglia e con un pennellino li bagniamo leggermente di acqua, spolverandoli poi con dello zucchero semolato.
Inforniamo subito a forno caldo (200°) per circa 15 minuti. Una volta sfornati li lasciamo raffreddare.

Nel frattempo prepariamo la crema pasticcera; mettiamo in un pentolino il latte, lo zucchero (50 gr.), la vaniglia, il burro e portiamo il tutto in ebollizione.

In un altro recipiente mettiamo invece le uova, lo zucchero (50 gr.) e la farina, mescoliamo bene il tutto e lo andremo ad aggiungere al pentolino di latte in ebollizione(dopo aver tolto la stecca di vaniglia), lasciamo riprendere il bollore continuando a mescolare, poi spegniamo il tutto e facciamo raffreddare.

Non ci resta che togliere i cannoli dai cilindretti, facendo molta attenzione a non romperli, riempirli di crema pasticcera aiutandosi con una siringa per dolci o una sacca a poche.





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LINGUE DI PIZZA


Rientro a casa dal lavoro e vengo invaso completamente da un profumo inconfondibile …… PIZZA !!!
Mia moglie, “la chef “di casa, sulla pizza ha una certa esperienza, la passione per la cucina le ha fatto provare i primi impasti fin da bambina e dopo anni e anni a contatto con lieviti e mattarelli, di pizze ne ha sfornate di ogni forma, questa sera mi propone le …………….

                                            Lingue di pizza


Ingredienti:

250 gr. di farina 00
250 gr. di farina manitoba
25 gr. di lievito di birra
250 ml. di acqua
sale
olio d’oliva
500 gr. di pomodori pelati
2 wurstel tirolesi
olive verdi
200 gr. mozzarella per pizza
origano

Preparazione:

Mettiamo sul tavolo la farina 00, aggiungiamo il sale e sopra la farina manitoba (il sale non deve venire a contatto direttamente con il lievito).
Formiamo la fontana, sciogliamo il lievito nell’acqua tiepida e incominciamo a impastare, quando l’impasto risulta omogeneo facciamo lievitare coperto per circa 1 ora.
Dividiamo l’impasto in diversi cilindretti e cominciamo a stenderle con il mattarello fino a darle una forma allungata, devono essere abbastanza sottili.
Le mettiamo su carta forno e le cospargiamo di pomodori pelati passati al mixer e salati, aggiungiamo i wurstel a fettine, le olive verdi, la mozzarella, l’origano ed infine un velo d’olio d’oliva.

Scaldiamo il forno a 220° e inforniamo per circa 10 minuti.



                                   Lingue di pizza prima di essere infornate



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domenica 13 giugno 2010

INSALATA DI RISO



Rieccoci …… dopo 4 anni pronti a riviere l’emozioni di un mondiale, dove l’Italia riparte da campione del mondo in carica.
Devo dire che non amo più il calcio come una volta, forse perché gli anni passano e gli interessi volgono verso altre cose……..
Comunque un mondiale è sempre un mondiale, e quando esordisce l’Italia, è un po’ come seguire la prima serata del festival di Sanremo, nessuno ammette di vederla, ma poi sono tutti li, con l’orecchio teso a sentire le canzoni, per poi criticare i cantanti, la conduzione, la scenografia e l’organizzazione, polemizzando anche sui fiori che ogni anno sembrano sempre di meno.
Per la nazionale è sempre la stessa cosa, all’inizio vi è una sorta di freddezza nei confronti della squadra, poi di colpo, tutti diventano allenatori e cominciano con le tattiche, le formazioni e le critiche.
Appena la partita comincia, le emozioni si susseguono, e se l’Italia segna, tutti ma proprio tutti, si liberano in un boato, diventando improvvisamente tifosi scalmanati, lasciandosi andare a scene di giubilo incontrollato che rasenta la follia.
Certo che a pensarci bene, personalmente come faccio a perdermi l’esordio, è dal 1978 che seguo i mondiali … Mamma come sono vecchio …… Forse sarebbe meglio che leggessi un libro ……

Ah no, lo so come andrà a finire, all’inno nazionale tutti a cantare e poi zitti, comincia la partita, ci si sente un po’ ragazzini, ma del resto è la magia che continua …… aspettando il primo goal !

E così …… come facevo a non pensare a una ricetta mondiale. Dopo aver consultato la mia “Chef” abbiamo deciso …. un piatto bello fresco, così possiamo mangiare e tenerci pronti per l’evento.


INSALATA DI RISO

Ingredienti:

500 gr. di riso parboiled
2 wurstel di suino Alto Adige
1 vasetto di sottaceti per insalate di riso
10 pomodorini ciliegini
1 cucchiaiata di capperi sott’aceto
olive verdi o nere a piacere
100 gr. di emmenthal svizzero
1 cipollotto fresco a piacere
200 gr. di tonno sott’olio
olio extra vergine d’0liva

Preparazione:

Lessiamo il riso lo scoliamo e lo passiamo velocemente sotto un getto di acqua fredda, prepariamo in una terrina piuttosto capiente i wurstel a pezzetti dopo averli bolliti 5 minuti e raffreddati, aggiungiamo il tonno, i sottaceti, le olive, i capperi, l’emmenthal tagliato a dadini, il cipollotto a fettine, mettiamo ora il riso e condiamo con olio extravergine d’oliva, mescoliamo con cura il tutto ed infine aggiungiamo i pomodorini ciliegini per guarnire.


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CARCASSONNE

SECONDA TAPPA

Svegliarsi a Carcassonne è come aver viaggiato nel tempo. Per qualche istante si è convinti di essere in una città del medioevo, tutto sembra avere un sapore diverso. L’atmosfera è particolare, e mentre gli abitanti sono abituati a vivere all’interno della città fortezza, il turista rimane sempre stupito e trova tutto fantastico, anche il particolare più banale.

Personalmente il mio primo pensiero è la colazione, del resto sono un goloso e non posso farne a meno. Croissant caldi, crepes, succo d’arancia e quant’altro possa offrirmi una lauta colazione a buffet e poi via, parto come un vero cavaliere medioevale alla scoperta della città.














Carcassonne si divide in due città. La città alta, la Citè, posta su di un promontorio e contornata da mura fortificate medioevali e la città bassa, la ville.
La Citè, risale ai tempi dei romani, quando cominciarono a fortificare il promontorio sul quale si adagia intorno all’anno 100 a.C.
Nel corso dei secoli la città fu fortificata dai vari popoli che si succedettero tra cui i Visigoti e i Saraceni fino a quando nel 1067 la città passò sotto il controllo della famiglia del visconte Trencavel.
Alla famiglia Trencavel si deve la costruzione del castello Comtal, (Chateau Comtal).

Nel 1209 l’esercito di Simone di Monfort composto da valorosi crociati costrinse la città alla resa quando Carcassonne era una roccaforte dei Catari francesi.
Monfort, divenuto il nuovo padrone della città, ampliò ulteriormente le fortificazioni.
Nel tempo con l’aggiunta di mura fortificate, la città si guadagnò il soprannome d’inespugnabile.

Dopo anni di abbandono a cui seguì un inesorabile decadenza della città, nel 1849 la fortezza rischiò la demolizione, ma grazie ai tumulti della popolazione in rivolta, fu deciso di salvarla.
Restaurata magnificamente dall’architetto Viollet le Duc, la città dopo diversi anni di lavori, si presentò come possiamo ammirarla oggi.











I primi signori di Carcassonne vissero in un altro posto chiamato " Château narbonnais " del quale oggi non rimane nulla. Tale costruzione era situata presso la Porta di Narbonne.

La dinastia dei Visconti Trencavel decise di stabilire i suoi nuovi appartamenti presso il punto più alto della Cité edificando lo Chateau Comtal.
Da qualunque parte voi guardiate l'enorme e formidabile massa del castello, rimarrete impressionati dalla sua grandezza …… 14 torri per le mura esterne e 24 torri per le mura interne.
Le parti più antiche che oggi possiamo visitare sono tre costruzioni, l'ala occidentale e quella meridionale del castello e il piano terra della torre dell’orologio, databili al periodo dei Trecanvel.
La torre è alta trenta metri e domina tutta l’area.

Il castello fu rimodellato, ricostruito ed esteso molte volte durante i secoli, così risulta difficile conoscere esattamente quale fosse il suo aspetto reale nel Medioevo.
La Camera Rotonda, situata nel cuore del castello, è l'unica ad aver conservato un frammento delle decorazioni medioevali. Vi sono infatti magnifici affreschi rappresentanti una battaglia fra Cavalieri Franchi e Saraceni. La camera deve il proprio nome al fatto che la gente vi sedeva in circolo attorno al Signore che comandava in quel periodo.
L'entrata del castello fu posizionata tra torri gemelle e sormontata da due piani, da entrambi i quali si comandavano delle saracinesche e le macchine per sollevarle.
Il castello in tal modo divenne una " fortezza nella fortezza ".

Il Castello Comtal è molto imponente anche visto dall'esterno della Cité. Le costruzioni occidentali sono posizionate sul pendio più ripido della collina e dominano la Città bassa e il fiume Aude al quale sono collegate tramite percorsi protetti. Una successione di porte e falsi accessi, bloccavano il passaggio a qualsiasi nemico volesse attaccare questa massa gigantesca di pietra.

Tra le cose da non perdere vi sono sicuramente la fortificazione alta, parte alta delle mura situata nel lato sud della Cité, e la fortificazione bassa, parte della fortificazione che collega il castello con la Tour du Tresau, in una spettacolare passeggiata tra le mura antiche.

Il ponte vecchio ( Pont Vieux) è uno dei luoghi più suggestivi di Carcassonne, da dove si può ammirare il panorama delle mura, fu edificato nel 1359 e nel passato è stato l’unico collegamento tra le due parti della città.












Infine la Porta di Narbonne, in mezzo alle due maestose torri che il visitatore giunto a Carcassonne, vede come prima cosa e ne rimane impressionato.























Prima di lasciare Carcassonne da vero goloso mi guardo intorno per assaggiare la gastronomia del luogo. Per tutti i golosi da non perdere il Cassoulet , uno stufato di carne d’oca molto saporito.


Un consiglio, se passate da Carcassonne fatevi un giro per i panifici e le pasticcerie ad assaggiare una varietà di dolci caserecci golosi e attraenti quali crostate pani dolci ecc….

Una curiosità, nella ville, la città bassa, viene prodotto dai filari ai piedi della fortezza un ottimo vino che noi ovviamente abbiamo assaggiato accompagnato da deliziosi formaggi,
 ah........ la France.......






Riparto a malincuore dopo questo tuffo nel passato, ma mi aspetta l’oceano ………

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CROSTATA DI MARMELLATA



Credo che chiunque di noi da bambino, almeno una volta nella vita, o forse due, ha fatto merenda con una deliziosa crostata di marmellata, di solito le mamme o le nonne usavano quella di albicocche e non c’era verso di convincerle cambiare gusto.

E’ pomeriggio, la marmellata di albicocche è li che ci guarda dalla credenza, noi siamo indecisi se farci un panino con burro e marmellata ( e chi non ha fatto anche quella merenda) ma poi decidiamo !!!

Via, partiamo con la crostata, così continuiamo con la tradizione della marmellata di albicocche cominciando dalla pasta frolla ……….

                                         Costata di marmellata

Ingredienti:

200 gr. di farina 00
100 gr. di burro
100 gr. di zucchero a velo
1 uovo intero
200 gr. di marmellata al vostro gusto preferito ( ovviamente albicocca!!!!)
30 gr. di zucchero a velo per la finitura


Preparazione:

Incominciamo con il preparare pasta frolla.
Mettete sul tavolo la farina a fontana, aggiungete il burro a pezzetti, lo zucchero a velo e l’uovo intero. Amalgamate velocemente il tutto, la mia "Chef" dice che è fondamentale la velocità, fate una palla e la mettetela in frigo a riposare una mezzora.
Ungete una teglia di circa 22 cm. di diametro (se la volete più grande raddoppiate tutti gli ingredienti, dipende da quanta voglia avete di crostata) cominciate a tirare la pasta frolla che avete tolto dal frigo, lasciandone un pezzetto per la griglia e il bordo, caratteristica indispensabile per creare la crostata della nonna.

Stendete la pasta frolla nel tegame disponendo la marmellata uniformemente.

Tirate la rimanente pasta frolla, quella che avete tenuto da parte prima, ritagliando delle strisce con la rotella dentata che andrete ad appoggiare sulla marmellata incrociandole per dare il classico l’effetto griglia.

In fine il bordo che sarà leggermente più grande, appoggiatelo tutto intorno e premerete con i rebbi di una forchetta.

A questo punto la crostata è pronta per essere cotta, si mette in forno a 200° per i primi 20 minuti, poi si abbassa la temperatura a 180° per altri 10 minuti.

Una volta sfornata, lasciatela raffreddare, mettetela in un piatto e spolverate con zucchero a velo.



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sabato 12 giugno 2010

PIZZA BIANCA



Mentre riordino le idee pensando ai nostri viaggi, mi torna in mente il profumo di origano della Provenza e subito rivedo davanti a me, e sotto il mio naso, una sorta di pizza bianca assaggiata da qualche parte ……
Lo dico alla mia dolce metà, “la chef “, a casa sono anni che  lei prova ricette ed io da goloso le assaggio.
Decidiamo subito, proviamo a rielaborare a modo suo la pizza bianca !!!!

Ingredienti:
250 gr. di farina 00
250 gr. di farina manitoba
25 gr. di lievito di birra
250 ml. di acqua
sale
olio d’oliva extravergine
origano

Preparazione:

Mettiamo sul tavolo la farina 00, (dico mettiamo ma lo fa lei è ovvio) aggiungiamo il sale e sopra la farina manitoba, avendo cura che il sale non venga a contatto direttamente con il lievito.
Formiamo la fontana, sciogliamo il lievito nell’acqua tiepida e incominciamo a impastare, quando l’impasto risulta omogeneo facciamo lievitare coperto per circa 1 ora.
Dividiamo l’impasto in diverse palline e cominciamo a stenderle con il mattarello fino a formare dei dischi abbastanza sottili.
Mettiamo le pizze su carta forno, ungiamo con olio extravergine miscelato con acqua, cospargiamo di origano e un pizzico di sale,bucherelliamo poi con i rebbi di una forchetta tutta la superficie e mettiamo in forno caldo 220°per circa 10 minuti.

Possiamo gustarle in purezza oppure accompagnati da salumi e formaggi vari.

E talmente facile che avrei potuto farle da solo .................


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