venerdì 30 luglio 2010

TORTELLONI DI PESCE


Pesce che passione !!! Vogliamo chiudere la settimana in bellezza ? Bene, allora perché non provare dei golosissimi tortelloni di pesce, conditi con uno straordinario e delicatissimo ragù bianco di gamberi ?

Noi si, non abbiamo resistito, e vogliamo proporre per questo venerdì, un piatto tra i nostri preferiti, magari da cucinare per un cenetta particolare o un gustosissimo pranzetto …….

Nella speranza di stimolare più palati possibile, auguriamo a tutti un buon week-end …….



                              Tortelloni di pesce

Ingredienti:

Per la pasta:
500 gr. di farina 00
2 uova
sale
acqua q.b.

Per il ripieno:
300 gr. di nasello
200 gr. di gamberi
150 gr. di ricotta
100 gr. di parmigiano grattugiato
1 uovo
sale
prezzemolo
1 spicchio d’aglio
2 cucchiai di pangrattato se necessita
olio d’oliva

Per il ragù bianco di gamberi:
300 gr. di gamberi
1 carota
1 cipolla piccola
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
vino bianco
olio d’oliva

Preparazione:
Incominciamo dalla pasta;
Disponiamo la farina a fontana sul tavolo aggiungendo le uova, il sale e un po’ di acqua sufficiente per l’impasto, formiamo una palla e la lasciamo riposare coperta mentre prepariamo il resto.
Passiamo al ripieno:
Puliamo i gamberi, prepariamo il nasello spinato e diliscato. Tritiamo il prezzemolo e l’aglio e lo mettiamo in una padella con l’olio, appena soffrigge, uniamo il nasello e i gamberi, saliamo e portiamo a cottura.
Quando sarà raffreddato, lo passiamo al mixer, uniamo la ricotta, l’uovo, il parmigiano, un pizzico di sale e se risultasse troppo morbido, 2 cucchiai di pangrattato. Mescoliamo il tutto e il ripieno è pronto.
Ora riprendiamo la pasta, e la stendiamo in sfoglia, meglio se con la macchina, ritagliamo dei quadrati di 8 cm. per lato e appoggiamo al centro una pallina di ripieno grande quanto una piccola noce, pieghiamo a metà formando un triangolo, pressando bene i bordi, facciamo combaciare i lati della base, e voltiamo la punta all’insù. Continuiamo così sino ad esaurimento del ripieno.
E’ il momento del ragù bianco di gamberi:
Tritiamo la cipolla, l’aglio, la carota e il prezzemolo, mettiamo il tutto in una padella con l’olio, lasciamo soffriggere qualche minuto e uniamo i gamberi puliti e tagliati a pezzetti, saliamo, rosoliamo e sfumiamo con il vino bianco. Quando il trito di verdure sarà ammorbidito, il ragù è pronto.
Non ci resta che mettere a bollire l’acqua con il sale, tuffare i tortelloni, lasciarli qualche minuto dopo che sono saliti a galla, scolarli, metterli nella padella del sugo, saltarli qualche secondo e….
Buona ricetta a tutti..!!!







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mercoledì 28 luglio 2010

TORTA AL LIMONE E PINOLI


Le temperature gradevoli fanno riaccendere il forno più volentieri che negli ultimi venti giorni, ed ecco un dolce da metà settimana, veloce da preparare e molto buono. Adoriamo la pasta frolla e questa unione tra la crema al limone e i pinoli, dona alla torta un sapore particolare.
Ottima come dessert o per una merenda, la torta al limone e pinoli e una vera golosità da provare …


                                 Torta al limone e pinoli


Ingredienti:

Per la pasta frolla:
200 gr. di farina 00
100 gr. di burro
100 gr. di zucchero a velo
1 uovo intero
1cucchiaino di lievito per dolci

Per il ripieno:
250 ml. di latte
buccia di ½ limone grattugiata
13 gr. di burro
100 gr. di zucchero
1 uovo + 1 tuorlo
35 gr. di farina

Per la finitura:
30 gr. di zucchero a velo
30 gr. di pinoli

Preparazione:
Incominciamo con il preparare la pasta frolla.
Mettiamo sul tavolo la farina a fontana, aggiungiamo il burro a pezzetti, lo zucchero a velo, l’uovo intero e il lievito per dolci, amalgamiamo velocemente il tutto, facciamo una palla e mettiamo in frigo per 10 minuti.
Nel frattempo prepariamo la crema al limone; mettiamo in un pentolino il latte, lo zucchero (50 gr.), il burro e portiamo il tutto in ebollizione.
In un altro recipiente mettiamo invece le uova sbattute, lo zucchero (50 gr.) e la farina, mescoliamo bene il tutto e lo andremo ad aggiungere al pentolino di latte in ebollizione, lasciamo riprendere il bollore continuando a mescolare, poi spegniamo il tutto, uniamo la buccia grattugiata del limone, rimescoliamo e facciamo raffreddare.
Imburriamo ora una teglia di circa 22 cm. di diametro, togliamo la pasta frolla dal frigo e la dividiamo in due parti, la stendiamo aiutandoci con il mattarello e la appoggiamo sulla teglia.
Stendiamo sopra la crema al limone, e copriamo con la rimanente pasta, chiudendola bene al bordo e bucherellandola perché non formi bolle, distribuiamo i pinoli sulla superficie e mettiamo in forno a 200° per i primi 20 minuti, poi abbassiamo la temperatura a 180° per altri 10 minuti.
Una volta sfornata, e raffreddata, la mettiamo in un piatto e spolveriamo con lo zucchero a velo.

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lunedì 26 luglio 2010

TRENETTE CON GAMBERI E TOTANI


Incominciamo una nuova settimana, l’aria è più fresca, il tempo è più asciutto, tutto sembra voler far venire voglia di cucinare qualcosa di buono….. Una ricetta veloce potrebbe essere l’ideale in questo ultimo lunedì di Luglio.

E allora ecco a proporvi un piatto, le trenette, che dalle nostre parti solitamente sono condite con il pesto, ma questa volta vi invitiamo a provarle in una versione tutta marinara …..

Buon inizio settimana a tutti !!!


                                  Trenette con gamberi e totani

Ingredienti:
trenette o bavette per 4 persone
300 gr. di gamberi
300 gr. di totani puliti
prezzemolo
1 spicchio d’aglio
olio d’oliva
1 cucchiaino di farina
½ bicchiere di vino bianco

Preparazione:

Puliamo e sciacquiamo i gamberi e i totani, e li tagliamo a pezzetti.
Tritiamo il prezzemolo con l’aglio e lo mettiamo in una padella con l’olio, quando inizia a sfrigolare mettiamo subito i gamberi e i totani, rosoliamo e aggiungiamo il vino bianco, il cucchiaino di farina e quando si addensa leggermente spegniamo il tutto.

Nel frattempo cuociamo le trenette, le scoliamo e le facciamo saltare nel sughetto appena preparato, una girata e via … in tavola!

Veloci e saporite … perfette in estate.

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venerdì 23 luglio 2010

I TACO-PIADO


Non sono tacos, non sono piadine, ma in un certo senso li ricordano un po' tutte due... per questo motivo ho voluto chiamarli così.
La loro forma ricorda i tacos anche se più grandi e senza farina di mais e a prima vista potrebbero sembrare piadine, ma l’impasto e il sapore sono diversi, i taco-piado sono leggeri e soffici e dopo il primo morso … bisogna fare il bis, sempre che vi riusciate a fermare… altrimenti uno tira l’altro, come le ciliegie…
Provateli e non li lascerete più! ...


                                  I Taco-piado

Ingredienti:
250 gr. di farina 00
½ bicchiere d’olio d’oliva ( per l’impasto)
acqua tiepida q.b.
sale
1 pizzico di bicarbonato
olio d’oliva

Preparazione:

Mettiamo sulla tavola la farina a fontana con al centro l’olio d’oliva, aggiungiamo il sale, il bicarbonato e impastiamo il tutto con l’acqua tiepida.
Formiamo una palla che lasceremo riposare coperta per circa mezz’ora.
Dividiamo la pasta in cinque o più parti, (tenendo conto della grandezza della vostra padella per cuocerli, io uso quella delle crepes), formando delle palline che stenderemo aiutandoci con un mattarello, dello spessore di ½ centimetro.
Scaldiamo bene la padella unta di olio d’oliva, e mettiamo a cuocere i taco-piado prima da un lato e poi dall’altro fino a che non bruciacchiano le bollicine che formeranno, basteranno pochi minuti.
Possiamo ora farcirli a piacere con un po’ di fantasia.
Qui ho messo prosciutto cotto e scamorza, ma va benissimo salame, tonno pomodori e rucola, crescenza, prosciutto crudo ecc. ecc.
Accompagnati a insalata mista sono un ottima cena, da soli una merenda o uno spuntino, provateli sono eccezionali !!!

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mercoledì 21 luglio 2010

TORTA ALLO YOGURT


Una torta facile facile da preparare, morbida, soffice, ottima nel caffè latte a colazione, o gustata a fette per una merenda accompagnata con una bibita fresca ……
Basta avere in frigo dello yogurt naturale, 40 minuti del vostro preziosissimo tempo a disposizione e voglia di accendere il forno ….

                              Torta allo yogurt

Ingredienti:
150 gr. di yogurt naturale
450 gr. di farina
150 gr. di zucchero
2 uova intere
100 ml. di olio d’oliva
1 bustina di lievito per dolci vanigliato
zucchero a velo per spolverarla

Preparazione:

Questa è la ormai famosa e sbrigativa torta, detta dei “bicchierini” che servono per misurare la quantità delle dosi durante la sua preparazione.
Il bicchierino in questione è naturalmente quello dello yogurt, che usiamo come contenitore-dosatore, quindi lo svuotiamo in una terrina, e uniamo 3 bicchierini di farina, 1 di zucchero, 1 scarso d’olio.
Mescoliamo con forza con un cucchiaio di legno per toglier eventuali grumi, poi uniamo le 2 uova, e torniamo a rimescolare ancora, sino a che l’impasto sia bello liscio.
A questo punto, incorporiamo delicatamente la bustina di lievito per dolci e mettiamo il tutto in una teglia per torte leggermente unta d’olio.
Inforniamo a 200° per 20 minuti, e a 180° per altri 10 minuti tenendola controllata, facciamo la prova stecchino, se esce asciutto la torta è pronta.
Lasciamola raffreddare, mettiamola in un piatto cospargendola di zucchero a velo.


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lunedì 19 luglio 2010

GIRANDOLE DI FUNGHI E SALMONE


Lunedì è sempre lunedì e se vogliamo preparare qualcosa di più succulento per iniziare bene la settimana, perché non farlo nel giorno iniziale ….
Siamo innamorati dei funghi e del pesce e chi comincia a seguirci l’avrà capito, ma del resto abitando in un città posta tra mare e monti non possiamo farne a meno, in questo caso però, abbiamo il vantaggio che le ricette pur avendo gli stessi ingredienti, possono variare di gusto a seconda della propria fantasia.

Per la ricetta del lunedì “la mia chef “ propone ……


                               Girandole di funghi e salmone


Ingredienti:

Per le crepes:
1 uovo intero
3 cucchiai di farina
200 ml. di latte
1 pizzico di sale
olio d’oliva

Per il ripieno:
3 funghi porcini (300 gr.)
250 gr. di salmone affumicato
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
½ cucchiaio di farina( per legare il tutto)
olio d’oliva
3 cucchiai di parmigiano grattugiato

Preparazione:
Iniziamo a preparare le crepes sbattendo l’uovo con una frusta, aggiungiamo la farina, il sale e infine il latte, lasciamo riposare il tutto almeno 30 minuti.
Nel frattempo prepariamo il ripieno tritando prezzemolo e aglio, lo mettiamo in una padella con dell’olio e appena soffrigge, mettiamo i funghi porcini puliti e affettati.
Rosoliamo, saliamo e facciamo cuocere per 10 minuti, spolveriamo con la farina e quando vediamo che la parte liquida si addensa spegniamo e facciamo raffreddare.
Ora riprendiamo la nostra preparazione per le crepes e andiamo a formarle, ne dobbiamo fare 4, ungiamo quindi la padella apposita mettiamola al fuoco e quando è calda versiamo con un mestolino un po’ del liquido facendolo scorrere velocemente in tutta la padella, quando si stacca dal fondo la giriamo dall’altra parte per qualche secondo e poi la facciamo scivolare in un piatto, proseguiamo con le altre 3, ora le nostre crepes sono pronte.
Appoggiamo sopra la prima, una fetta di salmone affumicato e i funghi con il loro sugo addensato, copriamo con la seconda, ripetiamo la farcia e arrotoliamo il tutto.
La stessa operazione va fatta anche per le altre due crepes.
Mettiamole in frigo per un decina di minuti, il tempo di compattarle per poi tagliarle a fette di circa 2 centimetri.
Le adagiamo in una teglia unta di olio d’oliva, spolveriamo con il parmigiano grattugiato e gratiniamo in forno per 10 minuti circa.

Questo piatto si può preparare anche il giorno prima, conservandole in frigorifero, sino al momento di gratinare, oppure congelandole, in questo caso le terremo un po’ di più in forno.

Il risultato ? Buonissime !!!!







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sabato 17 luglio 2010

Scappo dalla città ... Un week-end sull' Appennino

Il caldo torrido dell’ultima settimana, l’umidità altissima e quel senso di soffocamento che mi ha tormentato per giorni, avevano esasperato tutto il mio metabolismo, a un certo punto non avevo scelta, dovevo scappare dalla città…..

In un paio d’ore sono sull’Appennino tosco-emiliano nella zona che va dal passo del Cerreto a Castelnovo Né Monti. Un altitudine minima di 600metri sul livello del mare ed una massima di 1200.

La prima sensazione è quella di benessere, portata da un tasso di umidità decisamente più basso e da un arietta fresca alzatasi dopo un temporale passeggero, quando l’erba profuma di bagnato e l’odore della legna bruciata regala quella piacevole sensazione di essere in un luogo quasi magico….

Per chi è abituato alla frenesia della città, questi posti sono una sorta di paradiso della tranquillità, dove si possono trovare agriturismi, alberghi, ristoranti, il pane cotto in vecchi forni a legna, tante zone in cui fare interessanti escursioni e passeggiate spettacolari attraverso le valli.

Oltre al Passo del Cerreto con il suo lago e gli impianti di risalita in cui d’inverno è possibile sciare, diverse sono le cose da segnalare in questa zona senza dimenticare l’infinità di curiosi e graziosi paesini che si incontrano lungo il percorso….

La Pietra di Bismantova in Castelnovo Né Monti, famosa in tutto il mondo e citata sulla divina commedia da Dante Alighieri, è un maestoso torrione costruito dalla natura molti millenni prima che comparisse l’uomo sulla terra. Pare che il Sommo Dante oltre che citare la Pietra nel canto del purgatorio, si sia ispirato ad essa anche per descrivere la Montagna sacra del purgatorio stesso.

Panorama della Pietra

La forma della Pietra è assai curiosa, può sembrare un tronco d’albero tagliato alla base o una sorta di vecchio ferro da stiro rovesciato, il tutto modellato dalla natura, pioggia, neve e vento, sin dai tempi della preistoria.


La Pietra vista da sotto

Lo Sperone in cima alla Pietra
Ai piedi della rupe vi è un santuario risalente all’anno1400, con all’interno vari affreschi dipinti in diverse epoche a partire dal 1450.

Il Santuario

Un altro luogo da visitare se si passa da queste parti sono le Terme di Cervarezza, con il loro parco e le magnifiche fonti da cui bere direttamente l’acqua sulfurea.
Infine i laghi del Ventasso, a cui non manco mai di fare un escursione ogni volta che sono nelle vicinanze, un luogo quasi fuori dal tempo dove la natura la fa da padrona con tutta la sua meraviglia…


Lago del Ventasso
Non vorrei tralasciare l’aspetto enogastronomico del luogo.
Siamo in Emilia, nella zona del Parmigiano Reggiano e di caseifici se ne trovano diversi ove acquistare il prelibato formaggio, oltre ad altri gustosissimi formaggi sia di mucca, di pecora e di capra.
Da non dimenticare i salumifici, dove si producono direttamente coppe, prosciutti cotti e crudi, culatello, salsicce, mortadelle e tutto quello che può venire in mente a un goloso….
Piatti golosi se ne possono assaggiare un infinità, in Emilia c’è solo l’imbarazzo della scelta, ravioli di patate con il sugo di funghi, ravioli di zucca, carne di maiale e di manzo alla brace cucinata in tutti i modi, gnocco fritto e tanti altri favolosi piatti che proporremo nelle nostre ricette.
Per quello che riguarda il vino beh, da queste parti usano molto "il toscano" come lo chiamano loro, un ottimo rosso tipo Chianti, ma ovviamente i ristoratori sono forniti di tutti i migliori vini a cui abbinare le loro straordinarie pietanze.

Per concludere posso dire che per un week end da queste parti, vale proprio la pena scappare dalla città ...









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venerdì 16 luglio 2010

FILETTI DI GALLINELLA AL LIMONE



Mare profumo di mare….. cosa c’è di meglio dopo una giornata di sole passata in spiaggia, arrivare a casa e preparare qualcosa di gustoso senza stare troppo ai fornelli?
Oggi proponiamo un piatto leggero nutriente e soprattutto veloce da cucinare, adatto a tutte le stagioni ideale anche in questi giorni di grande caldo…..

                             
                            Filetti di gallinella al limone


Ingredienti:

Filetti di gallinella (1 a persona)
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
succo di limone (1 limone ogni due filetti)
olio
sale


Preparazione:

Prepariamo i filetti di pesce tagliandoli con un coltello ben affilato, in tre strisce nel senso della lunghezza lasciandole attaccate dalla parte della coda, incrociamole tra loro a mo’ di treccia.
Prepariamo una padella con olio e prezzemolo e aglio tritati, appena sfrigola aggiungiamo i filetti cercando di non disfare la treccia formata, li giriamo da ambo i lati e aggiungiamo il succo di limone, cuociamo scoperto il tempo che si restringa il succo e formi questo sughetto delizioso.
Accompagniamo con insalata, pomodori, o patate fritte.
Ottimi per l’estate anche freddi.



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mercoledì 14 luglio 2010

FOCACCIA FARCITA


Gli elogi sulla focaccia genovese li avevo già fatti nel post dedicatole qualche giorno fa, oggi invece vi invitiamo a provare un altra variante ….. la focaccia farcita ……
I pomodori freschi, la cipolla e una spolverata di origano, sono indispensabili per avere un gusto tutto particolare, gli altri ingredienti invece, sono variabili a seconda della fantasia di ognuno …..
Questa è la nostra versione …..

                              Focaccia farcita

Ingredienti:

Per la pasta:
300 gr. di farina 00
200 gr. di farina manitoba
25 gr. di lievito di birra
250 ml. di acqua
sale
olio d’oliva extravergine

Per la farcitura:
3 pomodori grandi
1 cipolla grande
2 wurstel grandi
100 gr. di formaggio Gouda
olive verdi
capperi
origano

Preparazione:

Mettiamo sul tavolo la farina 00, aggiungiamo il sale e sopra la farina manitoba, sciogliamo il lievito nell’acqua tiepida e incominciamo a impastare, quando l’impasto risulta amalgamato, lasciamo lievitare coperto per circa 1 ora.
Riprendiamo ora l’impasto lievitato e stendiamo la pasta con un mattarello della grandezza della teglia che andremo ad adoperare, ungiamo bene la teglia con l’olio, appoggiamo la pasta stesa e la lasciamo nuovamente lievitare coperta per circa 1 ora.
Prepariamo ora un emulsione di olio e acqua in parti uguali e andiamo a cospargere la superficie della focaccia premendo leggermente con le dita, mettiamo sopra la cipolla, i pomodori, i wurstel, il formaggio, tutto rigorosamente affettato, le olive, i capperi, una spolverata di origano e sale.



Mettiamo in forno già scaldato a 220° per circa 20 minuti, tenendola controllata.
Questa focaccia è buonissima calda, ed è ottima fredda.


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lunedì 12 luglio 2010

PASTA FREDDA ESTIVA




Tormentati da un caldo infernale con l’umidità che raggiunge quasi il 90%, la maggior parte di noi perde il lume della ragione. Gente che corre tutta trafelata nel caos della città, appuntamenti, pranzi di lavoro, code per i saldi, bambini all’asilo estivo, insomma, un mondo frenetico in cui è già difficile vivere tutto l’anno, ma a Luglio, col solleone a farla da padrone, tutto diventa insostenibile ……
E se ….. provassimo a spegnere il telefonino, a rimandare qualche appuntamento tornando a casa due ore prima, facendosi una bella doccia fresca, rilassandosi sul divano sotto una ventola o rinfrescati da un indispensabile condizionatore? Dove l’unico “rumore” possa essere il suono della musica classica …..
Chissà che tutto non andrebbe meglio......
Magari  ci verrebbe voglia di andare in cucina, aprire il frigo, raccogliere qua e là qualche ingrediente, far bollire una pentola e via, una bella pasta fredda estiva …
Credetemi, una buona dose di stress se ne andrebbe via velocemente …
Buona settimana a tutti …..

                                            Pasta fredda estiva

Ingredienti:
500 gr. di fusilli
4 wurstel piccoli
1 vasetto di sottaceti per insalate di riso
qualche pomodorino tipo “ciliegino”
1 cucchiaiata di capperi sott’aceto
olive verdi o nere a piacere
100 gr. di emmenthal svizzero
1 cipollotto fresco a piacere
200 gr. di tonno sott’olio
olio extra vergine d’oliva

Preparazione:

Lessiamo la pasta la scoliamo e la passiamo velocemente sotto un getto di acqua fredda, prepariamo in una terrina piuttosto capiente i wurstel a pezzetti dopo averli bolliti 2 minuti e raffreddati, aggiungiamo il tonno, i sottaceti, le olive, i capperi, l’emmenthal tagliato a dadini, il cipollotto a fettine, uniamo ora la pasta e condiamo con olio extravergine d’oliva, mescoliamo con cura il tutto ed infine aggiungiamo i pomodorini per guarnire.



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venerdì 9 luglio 2010

INSALATINA DI MARE




Quasi sempre a un piatto o a una ricetta, sono legati dei piacevoli ricordi...
I profumi, le sensazioni, gli odori, i luoghi, tutto torna alla mente come un lampo di luce in una notte scura.
Da ragazzino, passavo quasi tutta l’estate in riva al mare, ed ecco che mi torna in mente una mattinata limpida col cielo azzurro e il mare blu, l’infrangersi leggero delle onde sugli scogli, le voci in lontananza, un molo, le barche di pescatori appena tornati da una battuta di pesca, gli anziani tra gli scogli a scovare i polpi dalle loro tane utilizzando come esca una zampa di gallina, l’odore di salsedine che non so il perché, lo accomuno con quello del limone e quasi per magia, mi torna in mente l’insalata di mare.
Spesso potevo gustare una deliziosa insalatina di mare grazie ai polpi appena pescati, a cui si aggiungevano qualche gambero, qualche anello di totano e in alcuni casi quando possibile, delle fantastiche cozze…….


                                Insalatina di mare

Ingredienti:
1 polpo medio da 600 gr. circa
300 gr. di gamberi
300 gr. di anelli di totano
olive verdi o nere a piacere
1 vasetto di julienne di verdure sott’aceto
prezzemolo
sale
olio extravergine d’oliva
limone
3 foglie d’alloro

Preparazione:

Puliiamo il polpo, i gamberi, e sciacquiamo gli anelli di totani.
Facciamo bollire il polpo circa mezz’ora(calcoliamo ½ ora di cottura ogni 500 gr.), tuffandolo in acqua bollente salata con una foglia d’alloro. Poi si fanno bollire i gamberi, 5 minuti circa con l’atra foglia di alloro, e in fine gli anelli di totani 8 minuti circa utilizzando l’ultima foglia di alloro a disposizione.
Scoliamo tutti gli ingredienti e lasciamo raffreddare.
Mettiamo in una terrina la julienne di verdure spezzettata leggermente, il prezzemolo tritato e le olive, uniamo i gamberi, gli anelli di totano e il polpo tagliato a fettine sottili.
Condiamo il tutto con olio extravergine d’oliva e una spruzzata di limone.

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mercoledì 7 luglio 2010

BORDEAUX

QUARTA  TAPPA

Continuando il nostro “Tour de France” diretti verso nord, sulla nostra strada troviamo la città di Bordeaux, non possiamo certo perdere l’occasione di fare una breve visita alla così detta piccola Parigi.
Siamo al quinto giorno di viaggio, ci rendiamo conto che le giornate volano e che sarebbe impossibile vedere tutto ciò che la costa atlantica potrebbe regalarci sul nostro tragitto verso la Loira.
Quando si affrontano questi viaggi, si deve essere preparati e organizzati, altrimenti si rischia di perdere l’orientamento senza riuscire a ottimizzare il tempo, le giornate sembrano doppie quando si visitano più luoghi tutti insieme e solo quando si torna casa, ci si rende conto di quanto si è girato e visitato in un lasso di tempo relativamente breve ……
Bordeaux è fantastica e chiunque gli abbia dato l’appellativo di piccola Parigi, certo non si sbagliava.
Il ponte stile napoleonico, le strade alla Haussman e gli edifici sontuosi ricchi di storia, fanno si che il visitatore pensi di trovarsi nella più famosa capitale. Persino la Garonna pare fare il verso alla Senna, quando lentamente scivola con il suo maestoso corso in mezzo alla città.
In auto, venendo da Biarritz, vi sono circa 200 chilometri da percorrere in in parte in autostrada e in parte sulla superstrada a scorrimento veloce, in due ore si arriva a Bordeaux.
Quando arriviamo siamo un attimo spaesati, poi posteggiamo in un zona centrale vicino al centro storico dove alloggeremo una notte, tuffandoci alla scoperta della città, visitandola rigorosamente a piedi o con un fantastico servizio pubblico.
Ci rammarichiamo di non poter vedere tutto, ma come già successo in altre occasioni ci ripromettiamo un'altra visita appena possibile.
Curiosando qua e là giungiamo davanti a una cattedrale bellissima in stile gotico, Saint-André, ma quello che ci incuriosisce di più è la storia del suo campanile. Eretto a poca distanza ma non attaccato alla chiesa come di consuetudine, perché essendo la cattedrale costruita in una zona paludosa e avendo dato segni di cedimento, il vescovo dell’epoca pensò bene di far costruire il campanile a una distanza di sicurezza. E così da un arcivescovo costruttore, Pey-Berland, nacque l’omonima torre campanaria la quale però, ebbe varie traversie prima di poter svolgere la funzione per cui era nata.


A causa di una clamorosa mancanza di campane, la torre inizialmente fu divisa in piccoli appartamenti. Nel 1667 una tempesta la danneggiò gravemente, rischiò di essere abbattuta per poi essere venduta e trasformata in una fabbrica di pallini da caccia e infine, nel 1851 dopo essere diventata un monumento storico, fu acquistata definitivamente dal cardinale Donnet che le restituì la sua vera mansione installando tre campane, un campanone e una guglia in pietra, sormontata da una madonna in oro col bambino. Dal 1925 i campanari sono stati sostituiti da motori elettrici.


                                              Cattedrale di Bordeaux
Leggendo una guida storica scopriamo che in origine Bordeaux si chiamava Burdigala, l’epoca sarebbe quella romana e il termine sarebbe originario di una lingua Basco Aquitana, dove Burdi significa ferro e Gala fonte. Fonte del Ferro
La storia di questa meravigliosa città e lunga e complessa, a partire dall’epoca romana sino alla seconda guerra mondiale, dove tra momenti di gloria e momenti di difficoltà, Bordeaux è cresciuta e si è migliorata sino ad arrivare ai giorni nostri.
Sicuramente la città si è arrichita durante i secoli grazie al commercio, favorito dalla posizione e dal suo porto sull’atlantico che le ha sempre dato la possibilità di sviluppare commerci di ogni tipo, in ogni epoca storica.
Arriviamo nel quartiere di Saint-Pierre, cuore della città, un dedalo di viuzze stile medioevale che fanno del centro storico di Bordeaux una meraviglia straordinaria, all’interno del quale vi sono negozi e graziosi ristorantini  adatti a tutti i portafogli…..
Qui si può mangiare di tutto e un goloso doc come me, certo non vuole perdersi nulla…..
Le specialità di questa zona sono spesso affogate o cotte nel vino e vanno ovviamente a gusto personale, per me degno di nota è l’agnello di Pauillac a la Persillade un agnello cotto alla griglia davvero gustoso. Da non perdere un costata con la salsa bordolese, una salsa a base di vino rosso e midollo che si sposa a meraviglia con la carne alla brace…..
Per chi ama il pesce invece, ve ne sono di ogni genere, gamberi, ostriche, scampi non mancano e vengono cucinati in ogni modo, alla griglia, al vapore, ma una specialità della zona proposta spesso da i ristoratori, sono le Lamprede al Bordeaux , pesci pescati nella Gironda e cucinati affogati nel famoso vino rosso di Bordeaux. Tra i dolci ho assaggiato le Cannelès al rhum, tortini al ruhm che mi ricordano un po’ i baba’e le Poires au St.Emillon, pere affogate nel vino rosso e succo d’arancia con la cannella…..
Continuando nel nostro giro non vogliamo perderci la Grosse Cloche, la torre medioevale con l’orologio simbolo della città, pare che in passato la campana annunciasse anche il periodo dell’inizio vendemmia.



La Grosse Cloche si trova nel quartiere di Saint Eloi ed è un punto di riferimento della città, la torre collega altri quartieri quali Saint Michel, Saint Victoire e Saint Pierre.
Saint Michel è il quartiere multi-etnico di Bordeaux, dove l’aria profuma di spezie e lo sguardo si perde tra mille colori, si passeggia tra mercati di stoffe e mercatini di ogni genere, tra i quali quello dell’antiquariato.
Quasi ci si perde tra un negozio e un vetrina, una via e un angolo, passando da un quartiere all’altro senza accorgersene.
Attraversiamo il quartiere Victoire, centro della movida notturna e raduno del popolo studentesco, la gigantesca omonima piazza è il punto di riferimento sia per gli studenti che per i turisti.



Una giornata a Bordeaux vola, facciamo appena in tempo a girare ancora qualche via e arrivare sino alla Porte Cahilau, altra porta medioevale pezzo storico della città, che il nostro tempo a disposizione è quasi finito………


Degno di nota è il lago di Bordeaux, con il suo favoloso parco intorno con passeggiate e piste ciclabili, fantanstico……….
Ultima parte la dedicherei al vino ….. tra i rossi di Bordeaux il Malbec è quello che ho gradito di più, tra i bianchi invece, il Sauvignon Blanc accompagnato a una buona grigliata di pesce, direi che è estremamente raffinato.
Esistono dei veri e propri tours organizzati attraverso le strade del vino, che noi per una questione di tempo non possiamo fare, ma che consiglierei a chiunque abbia la fortuna di passare da Bordeaux e fermarsi qualche giorno.
Arriva la sera e anche se stanchi, un giro in notturna non lo perdiamo davvero ….


La piccola Parigi, non ha nulla da invidiare alla grande capitale……





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lunedì 5 luglio 2010

TORTA DI ZUCCHINE


Volete un consiglio da un goloso ? Provate la torta di zucchine … una delle mie preferite….

Un bordo croccante e profumato, un ripieno morbido, gustoso e saporito che si scioglie in bocca inebriandoti il palato. Un boccone tira l’altro e gusta… assaggia… rigusta … finita!!!  Devo tagliarne un'altra fetta !
Nel frattempo voi ….. provate a farla….

                        Torta di zucchine

Ingredienti:
Per la pasta:
250 gr. di farina 00
mezzo bicchiere d’olio d’oliva
acqua tiepida q.b.
sale

Per il ripieno:
500 gr. di zucchine
1 grossa cipolla
2 uova
100 gr. di parmigiano grattugiato
½ bicchiere di latte
sale
1 spicchio d’aglio (a piacere)
olio d’oliva

Preparazione:
Mettiamo sulla tavola la farina a fontana uniamo l’olio d’oliva, aggiungiamo il sale e impastiamo il tutto con l’acqua tiepida, formando una palla che lasceremo riposare coperta.
Laviamo le zucchine, le tagliamo a rondelle e le mettiamo in una padella con dell’olio e uno spicchio d’aglio, le rosoliamo appena e poi uniamo la cipolla affettata, saliamo, copriamo e cuociamo 10 minuti circa.
Nel mentre, in una terrina sbattiamo le uova, uniamo il parmigiano, il latte e il sale, mescoliamo il tutto e lo andremo ad aggiungere al composto della padella ormai freddo.
Ungiamo la teglia, tiriamo una sfoglia un po’ più grande del tegame, dove metteremo la torta, in modo che il bordo fuoriesca, versiamo all’interno il composto preparato e livelliamo bene il tutto.
Ritagliamo la pasta sul bordo della teglia con un coltello, mentre la restante la pieghiamo obliquamente per formare il bordo, che ungeremo con un pennello, d’olio d’oliva, per renderlo croccante.
Volendo la possiamo coprire con un'altra sfoglia(la dose è infatti per due, in questo caso vanno tirate più sottili), ma è molto invitante vederne il contenuto, senza doverla tagliare.
Eventualmente la pasta avanzata la possiamo tranquillamente mettere nel congelatore e servircene all’occorrenza.
Inforniamo a 200° per 20 minuti e i restanti 10 minuti a 180°.


Sforniamola e lasciamola raffreddare prima di servirla.
Perfetta per una cena estiva, accompagnata da insalata e pomodori.




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domenica 4 luglio 2010

PETTO DI POLLO AI FUNGHI CON PATATE


Independence Day. Giorno dell’indipendenza americana……… Qualcuno dirà, cosa centra con un goloso italiano una festa by U.S.A.?  Nulla, ma dovevo pur trovare una scusa per festeggiare qualcosa e far elaborare una ricetta alla mia “chef”. Con il caldo si è pigri e non si vorrebbe muovere una paglia, in fondo possiamo festeggiare anche noi……. Chi l’ha scoperta l’America ? Un italiano, per giunta genovese …… Va bè, non vorrei divagare troppo, una scusante l’ho trovata…
Guardiamo nel congelatore, e tra la nebbiolina che il freddo sprigiona regalandoci un brivido di piacere, intravediamo delle fette di petto di pollo e un manipolo di Champignon…
Guardo la mia “chef”, la quale butta un occhio sulle sue scorte…… le patate ci sono, l’alloro sembra ancora fresco e il rosmarino aspetta solo noi …… Attendo qualche istante, poi lei, guardandomi sorridendo mi dice;  “e va bene, festeggiamo sta' indipendenza americana"…….

                    Petto di pollo ai funghi con patate

Ingredienti:
4 fette di petto di pollo
300 gr. di funghi champignon
2 spicchi d’aglio
prezzemolo
olio d’oliva
½ cucchiaio di farina
1 dado vegetale
sale
4 patate
1 rametto di rosmarino
2 foglie d’alloro

Preparazione:
Tritiamo prezzemolo e aglio e lo mettiamo in una padella con dell’olio d’oliva, appena comincia a sfrigolare aggiungiamo i funghi champignon puliti e tagliati a fettine. Quando hanno dato la loro acqua e sono rosolati aggiungiamo ½ cucchiaio di farina e il brodo (200 ml. di acqua e ½ dado vegetale).
Adagiamo ora nella stessa padella le fette di petto di pollo, aggiustiamo con il sale (senza esagerare, ricordiamoci che abbiamo messo il dado) e lasciamo cuocere delicatamente rigirandoli da ambo i lati sino che la salsa si sarà addensata e la carne cotta.
Prepariamo ora le patate, le peliamo, le laviamo, le tagliamo a spicchi e le mettiamo in un tegame con l’olio, lo spicchio di aglio, il rosmarino, il ½ dado e un po’ di sale, aggiungiamo l’acqua sufficiente (2 dita sul fondo del tegame, non deve coprirle totalmente ma per metà) e mettiamo al fuoco con il coperchio.
Devono cuocere una ventina di minuti a fuoco “allegro ma non troppo” a metà cottura le mescoliamo controllandole. Queste patate quando sono pronte sono morbide, belle dorate e saporite, ottime d’accompagnamento con tutte le carni.
Mettiamo nel piatto da portata o nei piatti singoli i petti di pollo, copriamo con la salsa di funghi e affianchiamoli con queste meravigliose patate.

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sabato 3 luglio 2010

STORIA DI UNA "Caccavella" DI TERRACOTTA


Salve a tutti, si, anch’io sono una “caccavella”, sono esattamente una caccavella di terracotta del 1925. Purtroppo la mia data di nascita non è riportata da nessuna parte, ma vi assicuro che gli anni me li sento tutti addosso!
Lo so, all’apparenza potrei sembrare più giovane, forse perché nel tempo ci siamo riprodotte in grande quantità, e ancora oggi di mie copie se ne fabbricano di nuove.
Ma io ho una certa esperienza e tutta la mia storia da raccontare ……..
Quando nacqui ero bellissima, tutta lucida color delle castagne, mentre all’interno ero linda e pulita del colore del pane sfornato …..
Poi cominciai con i primi stufati, i profumati minestroni che bollivano dentro di me ore e ore sulla stufa, le paste e fagioli che cuocevo alla perfezione.
Passavano gli anni e avevo quell’aria da” signorinetta” a cui tutti facevano dei complimenti. Come veniva saporito il minestrone, lo stufato, preparato dentro la mia terracotta, e come si conservava bene il cibo…… Insomma, di me non se ne poteva fare a meno.




Ormai ero diventata adulta e mi sentivo la regina del focolare, ma un giorno, non fui più messa sulla stufa .....
Mi riempirono di uova e paglia e mi infilarono sotto terra, poco distante da casa……. Era arrivata la guerra, ed io servivo come nascondiglio per conservare quel poco che restava perché non lo rubassero…….
Sentivo sopra di me i passi dei soldati, sentivo la terra vibrare quando in lontananza scoppiava qualche bomba, avevo un po’ di paura ma non volevo tremare per non rompere le uova, altrimenti cosa avrebbero mangiato i miei proprietari passato il pericolo.
Poi finalmente la guerra finì, e mi riesumarono definitivamente, vidi la luce per la seconda volta, e cominciai di nuovo a sentire sfrigolare tutti i sapori dentro di me, nuovi cibi, condimenti e pezzi di lardo sottosale per essere conservati.
Un giorno fui nuovamente abbandonata in una cantina, mi riempirono di tappi di sughero e mi misero a fare il contenitore. Pensai che fosse giunta l’ora del mio pensionamento, ma non fu così.
Mi riposai diversi anni, poi qualcuno venne a prendermi e mi portò in una bella casa, forse poco adatta a me visto che ormai non servivo più per cuocere i cibi, perché troppo vecchia e malandata.
Mi sbagliai ancora una volta, da quel giorno sono il contenitore di una bella pianta fresca, che dall’alto della cucina, fa ancora la sua bella figura, felice di essere ancora utile e non andare mai in pensione….






Questa storia partecipa al contest
Caccavella Amore Mio


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venerdì 2 luglio 2010

SPIEDINI DI MARE



L’estate, quella vera, è arrivata …… Oltre a essere goloso sono anche una sorta di orso polare e soffro il caldo.
Certo, qualcosa si deve mangiare anche nelle giornate più calde ……. Sapete, la pressione cala, gli zuccheri vengono meno, insomma, come diceva mia nonna, bisogna sostenersi…….
Personalmente sono senza idee, il caldo mi fiacca anche la mente, ma c’è la mia “chef”, alla quale le idee non mancano mai, del resto è lei che cucina, io sono sempre il solito goloso che assaggia ……..
La proposta del giorno mi sembra invitante e stuzzica il mio palato ……


                              Spiedini di mare

Ingredienti:
300 gr. di seppioline
300 gr. di gamberi
1 peperone rosso
farina di mais per l’impanatura
olio d’oliva
sale
1 rametto di rosmarino

Preparazione:
Puliamo le seppioline, i gamberi, il peperone e tagliamo quest’ultimo a pezzetti quadrati.
Infiliamoli alternandoli negli spiedini di legno, e ancora umidi, li passiamo nella farina di mais, (per ottenere una maggiore croccantezza).
Scaldiamo in una padella l’olio con un rametto di rosmarino che togliamo appena si comincerà a sentire il profumo, a questo punto friggiamo gli spiedini, voltandoli da ambo i lati per pochi minuti.
Li adagiamo su carta paglia per asciugarli dall’olio in eccesso e li spolveriamo di sale, se piace anche uno spruzzo di limone.
Possiamo accompagnarli con una bella insalata come secondo piatto, servirli per un pranzo o una cena in piedi, oppure per un  aperitivo.
Sono l' ideale per un piatto estivo ........

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