domenica 31 ottobre 2010

HALLOWEEN & la leggenda di Jack o' lantern

immagine presa dal web
Era il terzo anno consecutivo che Dan, Lucas e Nick, festeggiavano halloween insieme. Fino a dieci minuti prima avevano accompagnato Jenny e Rose a casa, e avevano spaventato le ragazze come al solito facevano ogni anno la notte di halloween, raccontando loro la leggenda di Jack o’ lantern, il ragazzo del bosco dalla figura esile assetato di sangue che ogni notte del 31 ottobre, girovagando con una lanterna aracione a forma di zucca, uccideva almeno tre ragazzi della sua età perché aveva venduto l’anima al diavolo.

I tre amici quell’anno avevano compiuto i 18 anni, l’età di Jack il maledetto, come lo chiamava Dan, il più burlone dei tre. Travestiti con tute nere con disegnato uno scheletro, una zucca in testa forata con bocca e occhi come voleva la tradizione, i tre saliti in macchina e lasciata la casa di Rose, l’ultima amica accompagnata, cantando allegramente si diressero verso il paese per tornare a casa. Ma sulla statale 35, la loro auto si fermò di colpo. Dan al volante sorrise, invocando lo spirito di Jack o’ lanter, Lucas imprecò, Nick che alla leggenda ci credeva impallidì, perché la loro auto si era fermata proprio a pochi metri dall’accesso al bosco dove si sarebbe dovuto aggirare il dannato spirito Jack.
Quella notte era fresca con il cielo terso e soffiava uno strano vento, come raccontava la leggenda di Jack’o lantern, Dan il burlone l’aveva ripetuto per tutta la sera, divertendosi a spaventare gli amici. La mezza luna che splendeva nel cielo rischiarava la strada e i ragazzi dovettero prendere una decisione. Dan propose di tagliare dal bosco, la statale buia a quell’ora era pericolosa e troppo lunga da percorrere a piedi, Lucas si preoccupò di prendere una pila trovata nel cruscotto dell’auto per illuminare la strada, mentre Nick era terrorizzato, voleva percorrere la statale e sperare nel passaggio di qualche macchina, ma soprattutto voleva evitare il bosco.
Tutto accadde velocemente, mentre Dan il burlone, ridendo e prendendo in giro i suoi amici invocava lo spirito di Jack, dalle sue spalle qualcosa l’afferrò e dopo aver emesso un grido lancinante, il ragazzo venne inghiottito dalle tenebre.
I due amici pensarono all’ennesimo scherzo di Dan, ma a un certo punto a entrambi, parve scorgere una figura longilinea con il mano una lanterna a forma di zucca. L’istinto dei ragazzi terrorizzati, fu quello di scappare e Lucas, con ancora la zucca in testa e la pila recuperata nel cruscotto della’auto, accesa stretta tra le mani, corse verso il bosco. Nick terrorizzato lo seguì.
Pochi metri dopo, nella radura all’interno del bosco, Lucas agganciato da una corda a una caviglia, rimase appeso a testa in giù a penzoloni da un robusto ramo di un grande albero come un animale preso in trappola, la maschera a forma di zucca che aveva in testa ruzzolò via insieme alla pila che il ragazzo aveva in mano, fermandosi casualmente sul sentiero pochi metri più avanti.  In un macabro scherzo del destino, la pila ancora accesa, finì proprio sotto la zucca che si illuminò mettendo in evidenza occhi e bocca come nella più macabra tradizione.
Nick, l’unico a credere alla leggenda di Jack o' lantern, alla vista della zucca a terra, e sentendo l’amico gridare, corse a perdifiato per il sentiero del bosco, illuminato solo dalla luce della luna. Con Il cuore in gola, il battito cardiaco a rimbombare nelle sue orecchie e il terrore negli occhi, il ragazzo fuggì, calpestando delle foglie secche in terra, colpendo col viso i rami degli alberi ferendosi senza quasi accorgersene, disperatamente in cerca della salvezza.
Arrivato in fondo al lungo sentiero e quasi uscito dal bosco, intravide un auto sulla strada a pochi metri da lui, pensò alla salvezza e continuò a correre più veloce che poteva. Arrivò davanti alla macchina con i fari accesi che sembrava aver rallentato e averlo visto. Nick ebbe la sensazione di avercela fatta, ma giunto davanti alla macchina del suo salvatore, notò con il terrore negli occhi, che sul cruscotto dell’auto vi era appoggiata una lanterna arancione accesa a forma di zucca, e alla guida vi era una tetra figura esile …
Non capì esattamente quanto tempo passò dal momento in cui notò Jack il maledetto, a quando questi lo falciò via accelerando all’impazzata . L’unica cosa che si sentì poco dopo, fu il tonfo sul selciato del corpo di Nick, lo sgommare della macchina e uno strano vento soffiare … Jack o' lantern aveva colpito nuovamente, placando la sua sete di vendetta …

Vi sono diverse leggende e tradizioni sulla festa di halloween e su Jack o' lantern, questa che avete appena letto era la nostra versione, ma se volete avere un’ idea completa sulle origini della leggenda di Jack o' lantern andate qui.
A proposito … se questa sera andate a qualche festa in maschera, quando rientrate mi raccomando, guardatevi intorno e state attenti che qualche esile figura con una lanterna a forma di zucca in mano non vi aspetti al buio davanti casa :)))

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venerdì 29 ottobre 2010

PAIN AU CHOCOLAT



Normandia , Bretagna, Provenza e durante tutto il nostro girovagare per la Francia anche i pain au choccolat sono finiti tra le nostre golosità preferite … I più buoni assaggiati ? Quelli di un albergo a Bordeaux
In questo lungo week - end di festa, tra un dolcetto e uno scherzetto di halloween, potreste provare a farli, sono una vera bontà, soprattutto per la colazione …
La procedura è la stessa dei croissant, vedere anche qui, il risultato straordinario, basta immaginare il cioccolato che vi si scioglie in bocca mentre li gustate caldi, friabili e sfogliati, adagiati tra lingua e palato …

Vi abbiamo tentato ? Siii ? E allora via con la ricetta …

Buon week end di Ognissanti a tutti !!!


                                      Pain au chocolat

Ingredienti:
Dose per circa 6/8 pezzi
125 gr. di farina 00
125 gr. di farina manitoba
½ cubetto di lievito di birra
50 gr. di zucchero
½ cucchiaino di sale
150 gr. di burro
100/120 gr. di cioccolato fondente in tavoletta

Preparazione:
L’impasto di questi pain au chocolat è lo stesso dei croissant, bisogna incominciarlo il giorno prima, possibilmente nel pomeriggio per avere tutti i tempi e i passaggi per una giusta lievitazione e di conseguenza, una buona riuscita.
Mettiamo le due farine a fontana sul tavolo con lo zucchero e il sale.
Sciogliamo il lievito di birra nell’acqua e incominciamo a impastare, formiamo poi una palla che andremo a mettere in una terrina, copriamo con la pellicola e la lasciamo in frigo per circa 1 ora.


Prendiamo ora il burro, lo fasciamo con la pellicola e battendolo con il mattarello cerchiamo di appiattirlo ottenendo una sfoglia rettangolare riponendolo in frigo.
Dopo 1 ora togliamo l’impasto dal frigo, lo stendiamo a forma di rettangolo e incorporiamo il burro, piegando la pasta come nella foto.



La mettiamo su di un vassoio, copriamo con la pellicola e torniamo a metterla in frigo per 1 ora.
A questo punto iniziano le “girate” che servono perché i pain au chocolat diventino belli sfogliati.
Prendiamo la pasta e la stendiamo leggermente battendola con il mattarello, in un rettangolo uguale a quello ottenuto prima, ma nel verso opposto, piegandola e sovrapponendola come nella foto.


Questa operazione la dobbiamo fare 3 volte e ogni volta la pasta deve riposare in frigo coperta per 1 ora.
Arrivati all’ultimo “giro” la riponiamo in frigo sempre coperta sino alla mattina successiva.
La mattina dopo aver steso la pasta, mantenendo il solito rettangolo, ma più sottile, ritagliamo dei rettangoli con la base di circa 10 cm. e l’altezza di 25. Mettiamo 3 quadretti della tavoletta di cioccolato fondente, e li pieghiamo come nella foto, arrotolandoli su se stessi.







Li stendiamo sulla teglia coperta di carta forno e li lasciamo lievitare coperti per 1 ora e ½ circa in estate, 2 ore in inverno.


Avvenuta l’ultima lievitazione, li mettiamo in forno caldo ( 200°) per circa 15 minuti e……







Buon pain au chocolat a tutti!

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mercoledì 27 ottobre 2010

LASAGNE AL FORNO


Il freddo è arrivato prepotente a sferzare i nostri visi e l’aria pungente di questi giorni ci proietta direttamente nella stagione invernale. Si comincia a vedere in giro per le strade qualche segnale di festività che ci avvicina al Natale, e l’imminente festa tradizionale di Ognissanti, ci induce a pensare a dei menù per le feste.
Antipasti, primi, secondi, dolci …. In linea con questi pensieri, ecco la prima di svariate idee che andremmo a proporre per dei menù adatti alle feste, e siccome le lasagne sono un classico delle festività in genere ecco, la nostra ricetta .. Buona giornata a tutti !!!

                                   Lasagne al forno

Ingredienti:

Per la pasta:
500 gr. di farina 00
2 uova
sale
acqua q.b.

Per il sugo:
1 cipolla piccola
1 carota piccola
prezzemolo
1 spicchio d’aglio
1 pezzetto di sedano
olio d’oliva
200 gr. di carne (maiale o manzo)
Mezzo bicchiere di vino rosso
500 gr. di pelati
sale

Per la besciamella:
30 gr. di burro
2 cucchiai di farina
500 ml. di latte
sale

Preparazione:

Incominciamo dalla pasta, disponiamo la farina a fontana sul tavolo aggiungendo le uova, il sale e un po’ di acqua sufficiente per l’impasto, amalgamiamo bene il tutto, formiamo una palla e la lasciamo riposare coperta mentre prepariamo il sugo.
Tritiamo al mixer la cipolla, la carota, il sedano, il prezzemolo e l’aglio, mettiamo il tutto in un tegame, dove abbiamo messo l’olio d’oliva, aggiungiamo il sale e cominciamo a rosolare. Intanto tagliamo a coltello la carne in tanti pezzetti che andremo a unire al battuto e mescoliamo il tutto. Mettiamo il vino rosso e quando sarà evaporato, uniamo i pelati e acqua quanto basta per farlo cuocere 1 ora circa.
Ora riprendiamo la pasta che nel frattempo si è riposata e tiriamo la sfoglia a macchina tagliando dei rettangoli, possibilmente della lunghezza della teglia dove andremo a mettere le lasagne.
Mettiamo a bollire l’acqua con il sale per far scottare le lasagne, quando l’acqua bolle uniamo un cucchiaio d’olio e buttiamo una per volta le lasagne preparate, le lasciamo qualche minuto, le scoliamo e le appoggiamo su di un canovaccio pulito.
Cospargiamo di sugo la teglia da forno, adagiamo la lasagna, copriamo con altro sugo, besciamella e parmigiano, continuando così strato dopo strato sino ad esaurimento delle lasagne e del loro condimento.
Mettiamo in forno per 30 minuti a 220°.
Sfornate che siano le lasciamo riposare almeno 5 minuti, per fa si che si compattino bene, le tagliamo e le serviamo in tavola.







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lunedì 25 ottobre 2010

TROFIE ALLA GENOVESE

Tra i tanti ricordi di bambino, uno di quelli che mi tornano alla mente quando sento il profumo del basilico, è quello della nonna di spalle sul tavolo che con il suo pestello di legno e il mortaio preparava il pesto, quello “de Zena” come si dice dalle nostre parti … Mi accorgevo dai suoi abituali movimenti che avrei mangiato “le trofie al pesto”, perché fin dal mattino vedevo aprire la credenza, prendere i pinoli, il parmigiano e l’olio extravergine d’oliva, quello buono della riviera ligure. Dalla dispensa appariva sulla tavola il mortaio di marmo e il pestello di legno ….
Poi sul tavolo il basilico, quello di Prà si intende, l’unico ad avere il diritto a chiamarsi tale, perché li, in quella zona di Genova, l’aria dei monti retrostanti e quella del mare, danno al basilico quel sapore unico al mondo per preparare un vero pesto genovese …. Il pecorino, che mi divertivo a rubarne sempre un pezzettino, la farina a sbuffare sulla tavola e quelle trofie girate con un sapiente movimento della mano a formare la caratteristica forma a torcetto …. e di sottofondo, il brontolio delle pentole mentre si facevano bollire le patate e i fagiolini …
Che dirvi di più, ricordi indelebili per un piatto della nostra tradizione …..

                                
                                         Trofie alla genovese

Ingredienti:

Per le trofie:
350 gr. di farina 00
sale
acqua tiepida q.b.
150 gr. di fagiolini verdi
2 patate di media grandezza

Per il pesto genovese:
3 mazzi di basilico genovese di Prà (50 gr. di foglioline circa)
6 cucchiai. di parmigiano grattugiato
2 cucchiai di pecorino toscano
1 cucchiaio di pinoli
1 spicchio d’aglio
sale grosso (qualche grano)
½ bicchiere d’olio extravergine d’oliva ligure

Preparazione:
Mettiamo la farina sul tavolo con il sale e cominciamo a impastare unendo l’acqua tiepida fino a che si formi un impasto consistente e malleabile. Lasciamo riposare coperto per una mezz’ora.
Prepariamo intanto il pesto, mettiamo l’aglio e il sale nel mortaio di marmo e con il pestello di legno cominciamo a lavorarlo. Uniamo il basilico poco alla volta e cominciamo a stracciare con il pestello facendo un movimento rotatorio, le foglioline profumate, sino a che non diano il loro liquido verde brillante, a questo punto si aggiungono i pinoli, sempre continuando a ruotare il pestello, poi il parmigiano grattugiato con il pecorino e continuiamo così sino a che non si è formata una salsa abbastanza fine, alla quale, andremo ad aggiungere l’olio d’oliva extravergine per renderla cremosa.
La lavorazione deve essere piuttosto veloce e a temperatura ambiente per non permettere l’ossidazione.
Riprendiamo la pasta, e staccandone dei pezzetti formiamo dei cordoncini che con il movimento della mano, premendo un po’ sui lati si assottiglieranno, mentre al centro rimarranno più paffuti.
Continuiamo così fino a esaurimento della pasta.
Mettiamo a bollire l’acqua con le patate a tocchetti, a raggiunta ebollizione, uniamo i fagiolini a pezzetti e dopo qualche minuto le trofie, lasciandole cuocere 5/7 minuti circa.
Scoliamo il tutto, condiamo con il pesto genovese e serviamo subito in tavola.



PS. Potete fare il pesto anche nel mixer, ma credetemi non è la stessa cosa, anche se congelate le lame per non surriscaldare il basilico, ci vuole il pestello di legno, il mortaio di marmo e il basilico di Prà, altrimenti per favore, non chiamatelo pesto genovese!!!
Buona settimana a tutti !!!

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sabato 23 ottobre 2010

BAYEUX E IL SUO ARAZZO

A pochi chilometri dalle spiagge dello sbarco, situata nel cuore di una regione agricola cosparsa di fattorie fortificate, Bayeux è un luogo da non perdere assolutamente se vi trovate in Normandia.
In venti secoli di storia la cittadina di Bayeux si è arricchita di un patrimonio architetturale fuori dal comune e straordinariamente conservato, dalle cime dei tetti in ardesia, alle grondaie in rame, fino alle case antiche, le boutique eleganti e le dimore signorili.
il centro di Bayeux
Vi sono strade in cui è piacevole passeggiare e i balconi fioriti, i giardini pubblici perfettamente curati, danno al visitatore la sensazione di essere in un luogo fuori dai nostri tempi moderni.

antica abitazione

La maestosa cattedrale in stile gotico, visibile da ogni punto della città, è uno splendido edificio risalente al secolo XI.
La cattedrale
Bayeux è famosa per il suo arazzo, noto come l’arazzo della regina Matilde, che non è proprio un arazzo, ma un ricamo di lana su tela di lino, lungo 70 metri e alto mezzo metro, che racconta in immagini, lo svolgimento della spedizione in Inghilterra di Guglielmo duca di Normandia.


Come in un film all’interno di una moderna pellicola cinematografica, il racconto ricamato sull’arazzo si conclude spettacolarmente con l’impressionante evocazione della battaglia di Hastings, che permise al vittorioso Guglielmo di essere incoronato Re d’Inghilterra nel 1066.
Sembrerebbe che l’arazzo cominciò a essere ricamato per volere di Oddone di Bayeux, fratellastro di Guglielmo il conquistatore, il quale voleva ornare la nuova cattedrale di Bayeux, e sembrerebbe inoltre, che a ricamarlo con l’aiuto delle sue damigelle fu proprio la regina Matilde, infatti l’arazzo è chiamato “Tapisserie de la Reine Mathilde”
Vi è un particolare di una cometa disegnata sull’arazzo, e gli studiosi ritengono sia stata quella di Halley di passaggio e ben visibile al tempo, almeno secondo i calcoli dei modelli matematici scientifici moderni.

l'arazzo nella grande teca

L’arazzo è un vero e rarissimo capolavoro, conservato e disteso all’interno di un lunghissima teca di vetro, in cui viene esposto e accudito dal museo che lo ospita, il Centre Guillame le Conquérant.
Visitabile con una guida multilingue, il museo permette di scoprire tutto il mistero e il fascino che ruota intorno allo splendido arazzo, ricordandoci in più occasioni che “La Tapisserie de la Reine Mathilde” è una testimonianza unica al mondo della vita del secolo XI.

un pittoresco mulino nel centro della cittadina
Se vi capita di trovarvi in Normandia, Bayeux è sicuramente un luogo dove prevedere una sosta .

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venerdì 22 ottobre 2010

PENNE CON ZUCCHINE

Sempre in tema di "pasta amore mio", della serie un bel piatto di pasta fa sempre piacere, ecco l’ultimissima occasione per utilizzare delle fantastiche zucchine fresche di stagione, che qui in Liguria si trovano ancora per poco ormai …
Preparazione molto semplice e veloce, ma dal risultato eccellente ….
Salva pranzo o salva cena ? O semplicemente il piacere di un bel piatto di penne ? decidete voi …
Buon fine settimana a tutti !!!

                               Penne con zucchine

Ingredienti:
penne rigate per 4 persone
3 zucchine
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
olio d’oliva
2 cucchiaini di farina
½ bicchiere di latte
sale
2 cucchiai di parmigiano grattugiato (a piacere)

Preparazione:
Puliamo le zucchine e la cipolla.
Tagliamo a rondelle le zucchine e a fettine la cipolla e le mettiamo in una padella a rosolare con dell’olio e lo spicchio d’aglio intero che poi leveremo. Saliamo e lasciamo cuocere una decina di minuti aggiungendo un po’ d’acqua.
Uniamo i due cucchiaini di farina, mescoliamo e aggiungiamo il latte, cuocendo per altri 5 minuti.
Mettiamo a bollire l’acqua con il sale e buttiamo la pasta, cotta che sia la uniamo al sugo, aggiungendo a piacere il parmigiano e amalgamiamo bene il tutto. E’ molto delicata e cremosa, da servire calda.


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mercoledì 20 ottobre 2010

LUNETTE DI FUNGHI E SCAMORZA


Un giorno qualunque, con tanta voglia di cucinare qualcosa di buono, può capitare che tra gli ingredienti di casa ci sia della scamorza e dei funghi champignon … Cosa fare ? Un secondo ? Qualcosa di veloce ? No, no, qui potrebbe nascere qualcosa di particolarmente goloso e stuzzicante …
Ed ecco che come per incanto, si creano delle lunette di pasta fresca, il cui ripieno sarà composto proprio da scamorza e funghi, una vera bontà tutta da provare ….. Magari da condire con una salsetta di pomodoro …

Buona ricetta a tutti !!!

                       Lunette di funghi e scamorza


Ingredienti:

Per la pasta:
500 gr. di farina 00
2 uova
sale
acqua q.b.

Per il ripieno:
300 g. di funghi champignon
200 gr. di scamorza
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
olio d’oliva

Per la salsa di pomodoro:
4 pomodori S. Marzano (oppure pelati in scatola)
1 spicchio d’aglio
½ cipolla
olio
sale

Preparazione:

Incominciamo dalla pasta, disponiamo la farina a fontana sul tavolo aggiungendo le uova, il sale e un po’ di acqua sufficiente per l’impasto, amalgamiamo bene il tutto, formiamo una palla e la lasciamo riposare coperta mentre prepariamo il resto.
Puliamo i funghi e li affettiamo, li mettiamo in una padella con l’olio e un trito di prezzemolo e aglio, cuociamo per una decina di minuti e lasciamo raffreddare.
Riprendiamo la pasta che stendiamo in sfoglia abbastanza sottile con la macchina, la tagliamo con un coppa pasta a dischetti. Mettiamo aiutandoci con un cucchiaino i funghi trifolati a mucchietti sui dischetti di sfoglia e aggiungiamo sopra un dadino di scamorza. Chiudiamo capovolgendo la sfoglia sopra e con i rebbi di una forchetta sigilliamo bene i bordi.
Prepariamo ora una salsa di pomodoro molto veloce e saporita.
Mettiamo in un pentolino olio e cipolla tagliata a fettine sottili, l’aglio tritato, il sale e soffriggiamo appena, uniamo i pomodori crudi passati al mixer e lasciamo cuocere sino a che si è asciugata almeno per metà.
Mettiamo a bollire l’acqua con il sale, buttiamo le lunette e quando salgono a galla, dopo qualche minuto, le scoliamo.
Condiamo con la salsa di pomodoro e a piacere una spolverata di parmigiano.



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martedì 19 ottobre 2010

AUGURI "alla mia chef"

immagina presa dal web
Oggi niente ricetta, ma un dolce pensiero alla persona senza la quale questo blog non avrebbe senso di esistere …. "La mia chef”
Chi ci segue da un po’ di tempo sa che chi scrive è il goloso e chi materialmente crea, cucina e inventa, è la sua adorata metà, soprannominata affettuosamente "la mia chef."
Adoro guardarla mentre in cucina soffrigge, impasta, bolle, inforna e in mezzo a pentole e padelle si muove a suo agio, perché fin da bambina la cucina è sempre stata la sua passione …
Condividere con lei questa passione unita a quella dei viaggi, per me è fonte di grande gioia e soddisfazione, e ringraziandola con una dedica sul nostro blog mi sembrava il minimo, visto tutta la gioia di vivere che mi regala nella vita quotidiana ….
Oggi è il suo compleanno, lei è molto riservata e questa dedica sul blog sarà un’autentica sorpresa che scoprirà durante la giornata, perché oggi si era deciso di non postare nulla ;)

AUGURI mia splendida chef dal tuo goloso innamorato che aspetta felice la tua prossima ricetta ….



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lunedì 18 ottobre 2010

TORTA DI CIPOLLE


Cominciamo una nuova settimana tra temperature in picchiata e uno strano autunno che sembra quasi inverno, con le prime nevicate in montagna e il primo freddo in città … Bisogna farsene una ragione, ci vuole il giubbotto pesante e forse anche una sciarpa ...
La nostra ricetta di oggi è una torta salata, che dalle nostre parti può essere preparata in diverse versioni, anche chiusa con la sfoglia sopra in una preparazione classica, tipo la più famosa torta pasqualina …
La versione che proponiamo noi invece è quella aperta, dove si possano vedere gli ingredienti, la nostra preferita …
Sperando sia di vostro gradimento, vi auguriamo una buona settimana …


                                  Torta di cipolle

Ingredienti:

Per la pasta:
250 gr. di farina 00
mezzo bicchiere d’olio d’oliva
acqua tiepida q.b.
sale

Per il ripieno:
4 cipolle di media grandezza
3 uova
80 gr. di parmigiano grattugiato
4/5 cucchiai di latte
olio d’oliva

Preparazione:
Mettiamo sulla tavola la farina a fontana uniamo l’olio d’oliva, aggiungiamo il sale e impastiamo il tutto con l’acqua tiepida, formando una palla che lasceremo riposare coperta.
Puliamo le cipolle e le tagliamo a fettine, le mettiamo in una padella con l’olio, il sale e le rosoliamo.
Aggiungiamo un po’ d’acqua e le portiamo a cottura.
In una terrina sbattiamo le uova, uniamo il parmigiano, il latte e il sale, mescoliamo il tutto e lo andremo ad aggiungere al composto della padella ormai freddo.
Ungiamo la teglia, tiriamo una sfoglia un po’ più grande del tegame, dove metteremo la torta, in modo che il bordo fuoriesca, versiamo all’interno il composto preparato e livelliamo bene il tutto.
Ritagliamo la pasta sul bordo della teglia con un coltello, mentre la restante la pieghiamo obliquamente per formare il bordo, che ungeremo con un pennello, d’olio d’oliva, per renderlo croccante.
Se ci avanza della pasta, la possiamo tranquillamente congelare e servircene in un'altra occasione.
Inforniamo a 200° per 20 minuti e i restanti 10 minuti a 180°.
Sforniamola e lasciamola raffreddare prima di servirla.



Perfetta, accompagnata da insalata e pomodori.

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sabato 16 ottobre 2010

LA NORMANDIA

NONA TAPPA - TOUR DE FRANCE

Continuano i ricordi del nostro viaggio che abbiamo deciso ripercorrere insieme a voi, così come l’abbiamo vissuto qualche anno fa ….

paesaggi normanni
Il passaggio dalla Bretagna alla Normandia avviene quasi naturalmente, tanto che spesso il confine non ben definito per via dei paesaggi, potrebbe confondere il viaggiatore incantato dalle meraviglie che incontra. Passato Mont Saint Michel, si entra direttamente in Normandia, i colori e i contorni paesaggistici continuano a stupire fino alle spiagge dello sbarco.

spiagge normanne
Sulle spiagge, chiunque arrivi, non può non pensare anche solo per un istante, alla battaglia consumatasi durante il d-day. Quel giorno probabilmente ha inciso sul nostro futuro e chi ha più di 35 anni lo sa bene, perché la seconda guerra mondiale ha sicuramente coinvolto i nostri nonni e in alcuni casi direttamente i nostri padri. Non bisogna mai dimenticare la storia, e da queste parti ti fanno ricordare tutto con dovizia di particolari.
Rispetto ad altri luoghi visitati, dove spesso vengono rievocate battaglie medioevali o napoleoniche, in Normandia la rievocazione dello sbarco emoziona nel profondo, perché molto vicino a noi, filmati, vecchie foto, tutto è raccolto in vari musei, quello di Caen è tra i più interessanti.
museo della pace a Caen
La spiaggia di Arromanches, una delle più importanti dello sbarco, presenta ancora i resti del porto artificiale costruito nei giorni successivi al D-Day, con un’incredibile tecnologia ed ingegneria per l’epoca, i resti sono meglio visibili con la bassa marea. Da non perdere il museo del D-Day, con un film coinvolgente perché realizzato con le immagini vere, riprese dai marines durante le operazioni dello sbarco.


spiaggia di Arromanches resti del porto artificiale

Le spiagge dello sbarco sono diverse, e ognuna è stata strategicamente importante in quei drammatici giorni, la scelta su quali spiagge visitare è a discrezione del viaggiatore, oltre Arromanches, l’altra spiaggia che abbiamo visitato è stata quella di Omaha.
Quello che impressiona in quella zona è il cimitero americano, posto in una collinetta a strapiombo proprio sulla spiaggia di Omaha che è ricoperto da 9000 croci bianche, a ricordare i ragazzi americani caduti nella battaglia avvenuta su quella spiaggia.

cimitero americano Omaha
Percorrendo la strada statale vicino alla costa lasciamo le spiagge dello sbarco e dirigendoci verso ovest passiamo Le Havre, non abbiamo tempo per visitare la città e continuiamo il percorso per arrivare a Etretat e Fècamp, dove le falesie sono uno spettacolo della natura e il mare, un contorno indispensabile per godersi panorami indimenticabili.

falesie Etretat
panorama di Etretat
Il vento impetuoso e l’odore del mare sono anche in Normandia una caratteristica che fa da cornice al paesaggio, le barche che ciondolano nei porticcioli e la gente cordiale incontrata nelle cittadine e nei paesini, saranno un piacevole e indelebile ricordo di questa tappa, oltre ovviamente la parte gastronomica.
La gastronomia Normanna è caratterizzata dal latte e dai prodotti caseari, visto i ricchi allevamenti di mucche della zona e dalle mele. I formaggi, i dolci alle mele e il sidro, sono un classico della zona da assaggiare sicuramente. Anche i molluschi e la carne non sono male e si possono trovare cucinati in svariate maniere, i formaggi sono una vera delizia.


costa a Fècamp

Fècamp

La nona tappa del nostro Tour de France, finisce nella favolosa cittadina balneare di Fècamp, dopo un'altra straordinaria giornata di viaggio, da queste parti sono le immagini più delle parole a fare la differenza ….

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venerdì 15 ottobre 2010

LOSANGHE AL CACAO E MUESLI


Succede che dei nostri amici tornati dalla Repubblica Domenicana ci abbiano portato una quantità di cacao non indifferente. Nello sperimentare questo fantastico prodotto, utilizzandolo in varie preparazioni, sentendoci un po’ come Juliette Binoche e Jonny Depp in Chocolat, ecco che dalla cucina dei golosi sono uscite queste deliziose losanghe di cacao che per questo week end vi consigliamo di provare ….
Ideali come dolce, ma squisite anche a colazione ….

Buon fine settimana a tutti !!!

                            Losanghe di cacao e muesli

Ingredienti:
100 gr. di muesli alla frutta
100 gr. di zucchero
100 gr. di farina
50 gr. di cacao amaro
1 bustina di lievito per dolci vanigliato
2 uova
50 gr. di burro
3 cucchiai di latte
zucchero a velo

Preparazione:
Passiamo al mixer il muesli, uniamo lo zucchero, la farina, il cacao amaro, la bustina di lievito, le uova sbattute, il burro sciolto e il latte. Amalgamiamo bene il tutto, e lo versiamo in una tortiera piuttosto larga poiché l’impasto dovrà rimanere basso, coperta da carta forno. Livelliamo bene e cuociamo per circa 25 minuti in forno a 220° tenendo controllato e facendo la prova stecchino.
Sfornato, facciamo raffreddare, tagliamo a losanghe e cospargiamo di zucchero a velo.



Ottime anche per la colazione o per un the pomeridiano.



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mercoledì 13 ottobre 2010

PENNE CON MELANZANE E POMODORI


Quanto è buona la pasta ? Noi italiani spesso lo dimentichiamo mentre gli stranieri per un piatto della nostra pasta farebbero follie … Ecco che oggi vi proponiamo delle pennette un po’ diverse, preparate con melanzane e pomodori, dal profumo mediterraneo e particolare, ideali per un salva cena o un pranzo veloce dell’ultimo minuto tra amici … Facili da preparare saranno molto apprezzate, non dimenticate una bella spolverata di parmigiano …

Buona giornata a tutti !!!


                       Penne con melanzane e pomodori

Ingredienti:
penne rigate per 4 persone
1 melanzana
2 pomodori
1 cipolla piccola
1 cucchiaio di conserva di pomodoro
1 spicchio d’aglio
olio d’oliva
sale
origano
parmigiano grattugiato

Preparazione:
Laviamo la melanzana e i pomodori , puliamo la cipolla e l’aglio. Mettiamo la melanzana tagliata a dadini con del sale sopra a dare l’acqua.
In una padella mettiamo l’olio d’oliva, la cipolla tagliata a fettine con lo spicchio d’aglio intero, che poi leveremo, rosoliamo appena, e uniamo la melanzana sciacquata velocemente dal sale, con i pomodori anch’essi a dadini.
Saliamo, spolveriamo con l’origano e aggiungiamo la conserva di pomodoro, lasciamo cuocere una decina di minuti circa aggiungendo un po’ d’acqua.
Mettiamo a bollire l’acqua con il sale, buttiamo la pasta e cotta che sia la uniamo al sugo, mescoliamo bene, impiattiamo e spolveriamo di parmigiano.

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lunedì 11 ottobre 2010

REGINELLE DI PASTA FRESCA CON SUGO DI COZZE


La settimana va iniziata adeguatamente ed ecco perché ogni lunedì, cerchiamo di proporre un piatto invitante che dia la carica giusta per affrontare al meglio la ripresa lavorativa dopo la pausa domenicale …
La proposta di oggi è un gustosissimo sugo con le cozze accompagnato a delle reginelle di pasta fresca, profumo intenso, gusto straordinario e... ricarica per iniziare al meglio la settimana... assicurata...
Buona settimana a tutti !!!

                         Reginelle di pasta fresca con sugo di cozze

Ingredienti:

Per la pasta:
500 gr. di farina 00
2 uova
sale
acqua q.b.

Per il sugo:
400 gr. di cozze sgusciate
500 gr. di passata di pomodoro
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
olio d’oliva
vino bianco
sale

Preparazione:
Incominciamo dalla pasta, disponiamo la farina a fontana sul tavolo aggiungendo le uova, il sale e un po’ di acqua sufficiente per l’impasto, formiamo una palla e la lasciamo riposare coperta mentre prepariamo il sugo.
Tritiamo il prezzemolo con l’aglio e lo mettiamo in una padella con l’olio, quando sfrigola, aggiungiamo le cozze, rosoliamo appena e bagniamo con il vino bianco.
Appena il vino si è evaporato, uniamo la passata di pomodoro, saliamo e lasciamo cuocere sino a che il pomodoro si è addensato.
Ora riprendiamo la pasta che nel frattempo si è riposata e tiriamo la sfoglia a macchina tagliando dei rettangoli della lunghezza che desideriamo siano le reginelle, poi andremo a tagliarle con mano ferma e una rotella dentata della larghezza di 1 cm. circa.
Continuiamo così fino ad esaurimento della pasta, mettendole su di un canovaccio infarinato.
Mettiamo a bollire l’acqua con il sale, buttiamo le reginelle, lasciamo riprendere il bollore e dopo qualche minuto le scoliamo e condiamo con il sugo o meglio ancora se saltate.

Buon appetito!!!

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domenica 10 ottobre 2010

DOLCI FRITTELLE


Non so voi, ma noi a un dolcetto per fine pasto non riusciamo proprio a rinunciare …
Così se capita di non avere nulla di dolce da sgranocchiare, bisogna inventare qualcosa per accontentare la nostra voglia di fine pasto ….
Ecco una ricetta veloce e salva dolce, nel caso non vi siano ingredienti sufficienti per creare qualcosa di più importante o abbiate poco tempo a disposizione. Verranno delle frittelle buonissime e golosissime ….

 
                                       Dolci frittelle

Ingredienti:
130 gr. di farina 00
70 gr. di farina manitoba
50 gr. di zucchero
2 cucchiaini di lievito per dolci vanigliato
olio d’oliva
cannella (a scelta)
zucchero a velo

Preparazione:
Mettiamo in una ciotola le due farine con lo zucchero e il lievito per dolci, aggiungiamo l’acqua poco alla volta mescolando sino a formare una pastella piuttosto liquida che coli dal cucchiaio.
Scaldiamo l’olio in una padella e coliamo direttamente la pastella dal cucchiaio, formando una spirale che a contatto con l’olio caldo si rapprenderà immediatamente.
Possiamo fare la frittella unica, oppure delle frittelle più piccole. Dopo qualche minuto di frittura, aiutandosi con una palettina, le giriamo dall’altro lato per dorarle, le scoliamo dall’olio in eccesso su carta da cucina e spolveriamo di abbondante zucchero a velo. Serviamo calde.
Nelle foto, abbiamo fatto la variante con la cannella, in questo caso con le frittelle più piccole, che va unita alla pastella nella quantità desiderata a secondo dei gusti, prima di friggerle.
Provatele sono croccanti all’esterno, ma morbide all’interno, se siete particolarmente golosi … raddoppiate le dosi.
Frittella unica

 

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venerdì 8 ottobre 2010

STOCCAFISSO AI FUNGHI


In Portogallo lo preparano in 365 modi diversi, a dimostrare come lo stoccafisso sia un alimento versatile e abbinabile a vari ingredienti. Viaggiando, assaggiando e cercando sempre di scovare nuovi sapori, abbiamo scoperto varie versioni di diversi piatti, per poi rielaborarli o inventarli da zero con nuovi ingredienti o sostituendone altri. La cucina è anche esperimento oltre che creatività e chi ne è appassionato lo sa bene, se poi si aggiunge l’esperienza di un viaggio, il confronto con altri gusti, altre tradizioni e altri sapori, possono nascere cose interessanti e gustosissime ….
L’abbinata stoccafisso e funghi sappiamo che esiste e viene preparata frequentemente, ma noi l’abbiamo provata direttamente nella nostra cucina e il risultato è stato più che soddisfacente, tanto da riproporvela per questo venerdì autunnale ….

Buon fine settimana a tutti !!!

                                Stoccafisso ai funghi

Ingredienti:
700 gr di stoccafisso già ammollato
300 gr. di funghi champignon o porcini
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
½ bicchiere di vino bianco
sale

Preparazione:
Portiamo a bollore l’acqua per scottare lo stoccafisso (15 minuti circa), puliamo e affettiamo i funghi.
Facciamo un trito di prezzemolo e aglio che andremo a rosolare con l’olio, uniamo lo stoccafisso pulito, diliscato e in pezzi, saliamo mescoliamo, cuociamo qualche minuto e bagniamo con il vino bianco.
Lasciamo evaporare il vino, aggiungiamo i funghi preparati e continuiamo la cottura per una quindicina di minuti, unendo un po’ d’acqua se occorre.
Impiattiamo e serviamo in tavola.

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giovedì 7 ottobre 2010

RISO COZZE & ZAFFERANO


Abbiamo deciso di cominciare la stagione dei risotti che amiamo provare in varie versioni. Nella dispensa il riso c’è sempre, lo zafferano non manca mai, e le cozze, visto che siamo nel mese con la ”R” (dicono siano i mesi giusti per mangiare le cozze) e viviamo in una città di mare, beh, trovarle non è stato certo un problema …
Siamo un po’ di corsa in questa settimana, ma riusciamo a proporvi comunque un saporitissimo risotto giallo con le cozze.

Buona giornata a tutti !!!


                              Risotto giallo con le cozze

Ingredienti:
350 gr. di riso per risotti
350 gr. di cozze (sgusciate)
½ cipolla
olio d’oliva
1 spicchi d’aglio
prezzemolo
1 bustine di zafferano
sale
1 litro di brodo vegetale
½ bicchiere di vino bianco

Preparazione:
Mettiamo a rosolare il prezzemolo con l’aglio tritato, uniamo le cozze sgusciate, rosoliamo appena e bagniamo con il vino bianco. Evaporato il vino spegniamo.
Tritiamo la cipolla e la mettiamo in una casseruola con l’olio d’oliva, il riso e un po’ di sale.
Appena tostato il riso, aggiungiamo il brodo poco alla volta sino a fine cottura circa 20 minuti, mettiamo lo zafferano quasi alla fine e dopo uniamo le cozze precedentemente preparate, facciamo insaporire il tutto e… Buon appetito!!!

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mercoledì 6 ottobre 2010

TORTINO DI FAGIOLINI E PATATE


Ognuno di voi si ricorderà il proprio polpettone, il nostro è quello genovese, che se non era la mamma a farlo era sicuramente la nonna …
I fagiolini sul tavolo, le patate a bollire, quel profumo particolare che invadeva la cucina, a risentirlo oggi crea quella strana nostalgia che fa riaffiorare piacevoli ricordi … Il polpettone genovese non era uno dei nostri piatti preferiti, forse perché da bambini il colore verde dei fagiolini ci ricordava la verdura, oppure perché al giovedì dalle nostre parti, era sempre nel menù del refettorio di chi andava all’asilo ….
Il polpettone oggi lo ritroviamo nei menù delle gastronomie o nelle rosticcerie, ma quello della nonna era più spesso, alto e talmente cosparso di pan grattato che ti toglieva quasi il respiro al primo boccone, ma sapeva di casa, era genuino e per convincerti a mangiarlo ti dicevano che faceva tanto bene ….
Noi lo proponiamo sotto forma di tortino molto più sottile, con gli stessi ingredienti e rispettando la tradizione, perché adesso il polpettone ci piace un sacco !!!


                              Tortino di fagiolini e patate

Ingredienti:
4 patate di media grandezza
150 gr. di fagiolini verdi
70 gr. di parmigiano grattugiato
1 spicchio d’aglio
2 uova
olio d’oliva
sale
pangrattato

Preparazione:
Lessare le patate e i fagiolini, passare le patate allo schiacciapatate e i fagiolini tritarli con la mezzaluna grossolanamente, mettere tutto in una terrina, aggiungere le uova, il parmigiano, l’aglio tritato, 2 cucchiai d’olio d’oliva e il sale.
Amalgamare bene con un cucchiaio, e versare il tutto in un tegame unto d’olio e cosparso di pangrattato.
Livellare con una forchetta e versare sopra l’olio a filo e altro pangrattato.
Mettere in forno a 200° per circa 30 minuti tenendolo controllato.
Quando lo sforniamo, lo lasciamo intiepidire prima di servirlo o meglio ancora raffreddare del tutto, per assaporarne meglio il gusto.
Possiamo accompagnarlo da pomodori o insalata mista.


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