mercoledì 30 marzo 2011

OLANDESINE (Brioches)


Queste brioches con il nome di olandesine sono diffuse in Liguria e probabilmente anche in altre regioni d’Italia ma con qualche altro nome. Chi di voi le conosce ? E come le chiamate ?
Sono buonissime e nei bar qui da noi sono sempre presenti nelle vetrinette insieme a focaccia e delizie di ogni genere per una golosa colazione, accompagnate da un cremoso cappuccino...
Oggi vi presentiamo la nostra versione …

Buona giornata a tutti !!!
                                         Olandesine

Ingredienti:
(per circa 10 pezzi)

Per il fermento:
75 gr. di farina 00
½ cubetto di lievito di birra
50 ml. di acqua tiepida

Per l’impasto:
75 gr. di farina 00
125 gr. di farina manitoba
55 gr. di zucchero
25 gr. di burro
pizzico di sale
1 uovo intero
50 ml. di latte
125 gr. di burro (per i giri della sfogliatura)

Per la crema:
250 ml. di latte
mezza stecca di vaniglia
13 gr. di burro
100 gr. di zucchero
1 uovo + 1 tuorlo
35 gr. di farina

Per la finitura:
granella di zucchero
glassa bianca

Preparazione:
Prepariamo in una ciotola il fermento con la farina mescolata all’acqua tiepida dove sarà stato sciolto il lievito di birra. Lo copriamo con la pellicola e lasciamo lievitare sino a che non avrà raddoppiato il volume.
Mettiamo poi sul tavolo le due farine, lo zucchero, il burro a temperatura ambiente, il pizzico di sale, l’uovo intero, il latte e uniamo il fermento preparato. Impastiamo amalgamando bene il tutto.
Prendiamo ora il burro per la sfogliatura, lo fasciamo con la pellicola e battendolo con il mattarello cerchiamo di appiattirlo ottenendo una sfoglia rettangolare. Riponiamolo poi in frigo.
Stendiamo l’impasto a forma di rettangolo e incorporiamo il burro, piegandolo come per i croissants, e subito dopo facciamo un'altra piegatura, girando il verso della pasta. Mettiamo in frigo coperto per una mezz’ora.



Nel frattempo prepariamo la crema pasticcera; mettiamo in un pentolino il latte, lo zucchero (50 gr.), la vaniglia, il burro e portiamo il tutto in ebollizione.
In un altro recipiente mettiamo invece le uova, lo zucchero (50 gr.) e la farina, mescoliamo bene il tutto e lo andremo ad aggiungere al pentolino di latte in ebollizione (dopo aver tolto la stecca di vaniglia), lasciamo riprendere il bollore continuando a mescolare, poi spegniamo il tutto e facciamo raffreddare
Riprendiamo quindi la pasta e la stendiamo nuovamente, battendola con il mattarello, in un rettangolo uguale a quello ottenuto prima, ma nel verso opposto, piegandola e sovrapponendola come nella foto.


Questa operazione la dobbiamo fare 3 volte e ogni volta la pasta deve riposare in frigo coperta per mezz’ora.
Dopo aver finito i famosi “giri”stendiamo la pasta mantenendo il solito rettangolo, ma più sottile, e ritagliamo delle strisce che andremo ad attorcigliare su se stesse formando un cordone.
Pieghiamo il cordone come nella foto per ottenere la forma delle “Olandesine”.

Le mettiamo su una teglia con carta forno, cospargendone di crema i due lati, lasciando scoperto il cordone al centro.
Copriamo e lasciamo lievitare per circa 1 ora. Cospargiamo la metà delle “Olandesine” con granella di zucchero.


Mettiamo in forno caldo a 200°per circa 15 minuti controllando.
Sfornate che siano le lasciamo raffreddare e sulla metà senza granella, coleremo della glassa bianca di zucchero, volendo possiamo anche pennellarle di gel per dolci quello trasparente.
Ottime a colazione, ma anche a merenda con una tazza di tè.




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lunedì 28 marzo 2011

STRACCETTI DI GRANO SARACENO AI GAMBERI


Il grano saraceno fu coltivato in Valtellina dalla fine del 1500 divenendo il fulcro dell’economia locale, fino a essere per un lungo periodo moneta di scambio nei contratti agrari. Sembra che le sue origini siano asiatiche della zona della Manciuria e l’arrivo in Europa risalga al medioevo.
Ricco di fibre il grano saraceno è privo di glutine e con la sua farina si possono preparare diversi piatti sia salati che dolci, nonché la famosissima polenta taragna, i pizzoccheri ecc..
Da quando l’abbiamo scoperto, ormai tanti anni fa grazie ai nostri primi viaggi per la Valtellina e in quel di Livigno, la farina grigia di grano saraceno nella nostra dispensa non manca mai …
Oggi vi proponiamo degli straccetti abbinati ai gamberi, in una gustosa alternativa culinaria dal sapore particolare.

Buon lunedì a tutti !!!


               Straccetti di grano saraceno ai gamberi


Ingredienti:

Per la pasta:
200 gr. di farina 00
100 gr. di farina di grano saraceno
sale
acqua q.b.

Per il condimento:
400 gr. di gamberi
1 spicchio di aglio
prezzemolo
vino bianco per sfumare
sale
olio

Preparazione:
Mettiamo sul tavolo le farine a fontana con il sale e con l’acqua impastiamo il tutto sino a ottenere una pasta morbida ma non molle. Tiriamo le sfoglie a macchina e ritagliamo con la rotella dentata dei quadretti irregolari.






Prepariamo il condimento: puliamo i gamberi, togliendo testa, budellino, carapace e tagliamo a pezzetti, tranne qualcuno che lasceremo intero per decorare il piatto.
Tritiamo il prezzemolo e l’aglio e lo rosoliamo in una padella con dell’olio, uniamo i gamberi, aggiustiamo il sale e dopo pochi minuti sfumiamo con il vino bianco. Appena il vino è evaporato spegniamo tutto.
Mettiamo a bollire l’acqua con il sale e un cucchiaio d’olio, buttiamo gli straccetti, lasciamo riprendere il bollore e dopo qualche minuto scoliamo e versiamo nella padella con i gamberi.

Saltiamo e serviamo finendo il piatto con i gamberi lasciati interi e un filo di olio extravergine.





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sabato 26 marzo 2011

IL CASTELLO DI WINDSOR

Scorcio del castello di Windsor

Per la nostra rubrica dedicata ai luoghi da non perdere, il castello di Windsor è certamente una meraviglia che consigliamo di visitare a tutti coloro che ne avranno l’occasione.
Costruito da Guglielmo il conquistatore nel 1165, il castello è legato alla storia della monarchia britannica.
In origine il castello era in legno e sorgeva dove oggi c’è la torre circolare al centro del complesso attuale.
Quando l’Inghilterra era in guerra, Windsor veniva fortificato per respingere eventuali attacchi nemici, mentre in tempo di pace veniva ampliato con realizzazioni pregio quali appartamenti reali e saloni sfarzosi.
Oggi il castello nel suo insieme copre un’area di circa 45.000 mq, dove il passare del tempo ha lasciato segni indelebili e spettacolari su tutta la struttura.


una delle fortificazioni di Windsor

Windsor sorge su di una collina artificiale composta di roccia calcarea che domina la zona circostante attraversata dal Tamigi, dove il fulcro è la torre circolare al centro dell’area del castello stesso.
Il complesso è formato da tre cortili su cui si affacciano le varie strutture del castello.
Gli ambienti e il luogo sono tipicamente medioevali e la meraviglia di quello che circonda il visitatore che ha la fortuna di trovarsi in questo posto ricco di storia, è semplicemente da osservare quasi in silenzio.
Le vicissitudini del castello di Windsor sono state molteplici in quasi mille anni di storia, dove i regnanti di Inghilterra hanno sempre condizionato il prosperare del castello che oggi detiene il primato di castello abitato più grande del mondo.
La porta principale d’entrata è quella costruita da EnricoVIII.


Porta costruita da Enrico VIII

Suggestiva e da non perdere anche la porta Normanna eretta all’epoca di Edoardo III.


Porta Normanna

Straordinaria la St George’s Chapel, costruita ai tempi di Re Edoardo IV nel 1475 e meraviglioso anche il cortile superiore nella sua visione d’insieme.
L’emozione che si prova nel visitare un luogo del genere è unica.
Si possono visitare gli appartamenti di Stato, la galleria dei dipinti che ospita quadri di pittori famosi come Rembrant, Rubens e Canaletto, la St. George’s Chapel e la casa delle bambole della regina Mary.


ST. George's Chapel
Il castello di Windsor viene attualmente utilizzato dalla regina Elisabetta per le sue attività lavorative e quando la regina è nel castello sventola come a Buckingham Palace il vessillo reale.
Nel 1992 un grave incendio divampato nella cappella privata della regina danneggiò seriamente 9000mq di edificio distruggendo nove sale reali. Prontamente restaurata e terminata nel 1997 oggi l’ala distrutta è stata ricostruita fedelmente all’originale.


Scorcio del cortile interno al castello

Legato al castello di Windsor vi è l’ordine della Giarrettiera, il più antico Ordine Cavalleresco d’Inghilterra, dove il gran maestro capo dell’ordine è il sovrano in carica, e i soli 24 membri appartenenti all’ordine vengono scelti esclusivamente dal sovrano.
L’ordine fu fondato da Re Edoardo III e i raduni annuali si svolgono a Windsor, pare dall’epoca di Giorgio VI, mentre le cerimonie si svolgono nella St.Geroge’s Chapel.


altra fortificazione del castello
Al castello di Windsor è legato anche il nome attuale della famiglia reale che sentì l’esigenza di cambiare il proprio nome da Sassonia Coburgo Gotha a Windsor.
Dopo la prima guerra mondiale, viste le posizioni anti germaniche dell’epoca, la casa reale decise di cambiare il nome di origine tedesca dovuto al marito della Regina Vittoria, Alberto duca di Sassonia Coburgo Gotha. Essendo il cognome del duca Alberto Wettin fu cambiato in Windsor, così tramite un ordine di consiglio di Re Giorgio V la casata prese il nome dell’omonimo reale castello, divenendo definitivamente Casata reale dei Windsor.


Foto aerea del castello ( immagine presa dal web)

Il grande castello domina la cittadina di Windsor, siamo a circa 35 chilometri da Londra e 2 chilometri dal famoso college di Eton la più prestigiosa scuola privata d’ Inghilterra.
La piccola città di Windsor è un luogo tradizionale che ricorda la vecchia Inghilterra dove pub e strutture in legno vi faranno fare un tuffo nel passato, mentre passeggiare nel verde del grande parco circostante l’imponente castello sarà un esperienza unica.


Scorcio del grande parco

Il castello e la cittadina di Windsor sono sicuramente luoghi da non perdere ….



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venerdì 25 marzo 2011

PENNE AI FUNGHI E PISELLI


Si comincia a sentire il tepore della primavera in questo primo week end della stagione e noi vi lasciamo una pastasciutta veloce, veloce, ma saporitissima, ideale anche per il pranzo di oggi …

Buon fine settimana a tutti !!!


                           Penne ai funghi e piselli


Ingredienti:
Penne rigate per 4 persone
300 gr. di funghi champignon
200 gr. di piselli sgusciati o surgelati
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
olio d’oliva
sale
parmigiano grattugiato

Preparazione:
Tritiamo prezzemolo e aglio, lo mettiamo in una padella con l’olio e appena sfrigola uniamo i funghi puliti e tagliati a fettine, rosoliamo e aggiungiamo i piselli, saliamo e lasciamo cuocere sino a che i piselli siamo cotti, eventualmente unendo un po’ d’acqua.
Mettiamo a bollire l’acqua e buttiamo la pasta, cotta che sia la uniamo al condimento preparato facendo saltare il tutto e spolverando di parmigiano grattugiato. Serviamo caldo aggiungendo a piacere un filo d’olio extravergine.


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mercoledì 23 marzo 2011

TORTA AL CACAO CON GLASSA AL LIMONE


Il cacao … l’oro nero. Le origini di questo straordinario ingrediente si perdono nella notte dei tempi, sembra che i primi ad usarlo e coltivarlo furono i Maya, e i suoi semi erano talmente pregiati che venivano usati come moneta di scambio.
Noi europei abbiamo scoperto questa delizia grazie a Cristoforo Colombo che ricevette in dono dei semi di cacao dalla popolazione locale, in uno dei suoi successivi viaggi dopo aver scoperto l’America.
Ma la diffusione del cacao in Europa arrivò grazie a Hernan Cortes intorno al 1530, il famoso condottiero spagnolo importò i semi di cacao dopo aver sottomesso la popolazione locale e abbattuto l’impero dei Maya.
In Italia invece si comincia a usare il cacao intorno al 1606 e da quella data la sua diffusione è stata inarrestabile.
Oggi il cacao viene usato in parecchie preparazioni di dolci, ottime bevande e spesso si dice che sia anche un antidepressivo …
Noi golosi ovviamente adoriamo il cacao e oggi vi presentiamo la ricetta di una torta con glassa che ci è piaciuta molto …


Buona giornata a tutti !!!



                   Torta al cacao con glassa al limone

Ingredienti:

Per la torta:
300 gr. di farina 00
100 gr. di zucchero
150 gr. di yogurt naturale
50 gr. di cacao
100 ml. di olio d’oliva
2 uova
1 bustina di lievito per dolci

Per la glassa:
200 gr. di zucchero a velo
½ limone (succo)

Preparazione:
Mettiamo in una terrina yogurt, farina, zucchero e olio d’oliva, sbattiamo bene il tutto con un cucchiaio di legno per togliere eventuali grumi e uniamo una alla volta le uova intere. Aggiungiamo il cacao setacciato e infine il lievito per dolci setacciandolo anch’esso.
Versiamo il tutto in un tegame unto di olio e spolverato di farina e mettiamo in forno caldo a 200° per 15 minuti e a 180° per altri 10 minuti.
Sfornata, la lasciamo raffreddare mentre prepariamo la glassa.
Versiamo lo zucchero a velo in una ciotola e uniamo a filo mescolando il succo di mezzo limone, dobbiamo ottenere una pappina densa ma che possa colare.
Mettiamo la torta su una griglia, versiamo sopra la glassa che la deve ricoprirla completamente, quella in eccesso cadrà da sola. Deve essere una velatura quasi trasparente, non come la glassa fatta con l’albume che è più compatta e lucida. Quando la glassa si sarà solidificata, decoriamo a piacere.



Questa torta è veramente eccezionale accompagnata da una tazza di te.








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lunedì 21 marzo 2011

POLPETTE DI TACCHINO AL POMODORO CON CUORE DI FONTINA


Le giornate si allungano, le luci dell’alba e del tramonto assumono quei tenui colori tipici dei pittori impressionisti e l’aria leggermente tiepida, invoglia ad uscire a fare lunghe passeggiate …
Questa è la primavera, stagione intermedia tra il freddo inverno e la calda estate, dove tutto rinasce e ricomincia a vivere dopo le buie giornate invernali …
Per accogliere la nuova stagione vi proponiamo una ricetta colorata e molto gustosa …

Erano talmente buone che ci siamo dimenticati di fotografarle aperte per farvi vedere il cuore di fontina …
Ma fidatevi dei golosi …. era filantissimo !!!

Buona primavera a tutti !!!



              Polpette di tacchino al pomodoro con cuore di fontina



Ingredienti:
300 gr. di petto di tacchino
4 fette di pan carrè
4 fette biscottate
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
2 uova piccole
50 gr. di fontina a dadini
latte q.b.
70 gr. di parmigiano grattugiato
sale
olio d’oliva
½ cipolla
1 scatola di pelati

Preparazione:
Mettiamo in una terrina il petto di tacchino tritato al mixer, uniamo le uova, un trito di prezzemolo e aglio, il parmigiano grattugiato e il pan carrè insieme alle fette biscottate anch’essi passati al mixer.
Aggiustiamo di sale e aggiungiamo il latte necessario a che l’impasto sia sufficientemente morbido ma non molle. Amalgamiamo bene il tutto e con le mani inumidite, andiamo a formare le polpette, mettendo all’interno un dadino di fontina.
Prepariamo intanto il sugo: mettiamo in una padella con dell’olio la cipolla tritata, rosoliamo e uniamo i pelati frullati, saliamo e appena si è leggermente ristretto uniamo le polpette. Lasciamo cuocere girandole da ambo i lati sino a che non siano cotte.
Serviamo calde o tiepide, accompagnandole con patate arrosto, piselli al verde e carote alla padella.



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venerdì 18 marzo 2011

RISOTTO CON PROSCIUTTO E PISELLI


Ultimo week end di questo lungo inverno che sembra non voler finire … Oggi vi proponiamo un risottino con prosciutto e piselli veloce, veloce, dai sapori primaverili …

Buon fine settimana a tutti !!!


                      Risotto con prosciutto e piselli


Ingredienti:
350 gr. di riso per risotti
½ cipolla
150 gr. di piselli sgranati
100 gr. di prosciutto cotto
olio d’oliva
1 spicchi d’aglio
prezzemolo
sale
1 litro di brodo vegetale

Preparazione:
Tritiamo la cipolla e la mettiamo in una casseruola con l’olio d’oliva, rosoliamo e uniamo il riso e un po’ di sale.
Appena tostato il riso, aggiungiamo i piselli, il prosciutto cotto a dadini o a striscioline e il brodo poco alla volta sino a fine cottura circa 20 minuti. A cottura ultimata, spolveriamo di prezzemolo tritato e a piacere parmigiano grattugiato e serviamo in tavola.


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mercoledì 16 marzo 2011

TORTA DI SPINACI


Tra le diverse torte salate che prepariamo in Liguria, questa è una delle nostre preferite. La torta di spinaci può essere utilizzata come piatto unico, come secondo, oppure in un buffet freddo, accompagnata da un aperitivo.
La si prepara tutto l’anno ma essendo praticamente un piatto freddo, viene molto apprezzata durate la primavera e l’estate, ecco la nostra ricetta …

Buona giornata a tutti voi !!!


                            Torta di spinaci

Ingredienti:

Per la pasta:
250 gr. di farina 00
½ bicchiere d’olio d’oliva
acqua tiepida q.b.
sale

Per il ripieno:
500 gr. di spinaci già sbollentati e spremute dall’acqua
2 cipolle i media grandezza
200 gr. di ricotta
70 gr. di parmigiano grattugiato
2 uova
maggiorana possibilmente fresca
sale
olio d’oliva

Preparazione:
Mettiamo sulla tavola la farina a fontana con al centro l’olio d’oliva, aggiungiamo il sale e impastiamo il tutto con l’acqua tiepida, formando una palla che lasceremo riposare coperta.
Rosoliamo nel frattempo le cipolle a fettine con l’olio, quando saranno dorate e morbide (mettendo un po’ d’acqua durante la cottura) aggiungeremo gli spinaci tritati grossolanamente con il coltello, lasciamo che insaporisca il tutto per qualche minuto, poi togliamo dal fuoco.
Quando sarà raffreddato l’insieme, uniamo le uova, la ricotta, il sale, la maggiorana tritata, il parmigiano e amalgamiamo il tutto aiutandoci con una forchetta per sbriciolare bene la ricotta.
Stendiamo ora la pasta con il mattarello in due belle sfoglie, ungiamo d’olio una teglia e posiamo la prima con i bordi che fuoriescano dal tegame, adagiamo su questa il ripieno ottenuto livellandolo per bene, veliamo la superficie con l’olio e chiudiamo con la seconda sfoglia.




Premiamo bene i bordi cercando di fare uscire l’aria, ritagliamo la pasta in eccesso e pieghiamo l’estremità delle due sfoglie in modo obliquo per formare il bordo della torta.


Ungiamo uniformemente la superficie della torta e inforniamo a forno caldo 200° per 20 minuti, poi abbassiamo la temperatura a 180° per altri 10 minuti.



Questa torta è ottima fredda e ancora più buona l’indomani, ci sono diversi passaggi ma è più facile farla che scrivere la ricetta.


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lunedì 14 marzo 2011

SPIEDINI DI TORTELLI SARACENI FRITTI


Cari amici vecchi e nuovi, siccome per questioni di tempo non riusciamo mai a farlo, oggi volevamo ringraziarvi per l’affetto con cui ci seguite ogni giorno e dedicarvi questo piatto …
Il titolo potrebbe trarre in inganno, ma questo invece è un antipasto sfizioso, dove un tortello tira l’altro e il ripieno, reso ancor più saporito dall’acciuga, vi si scioglierà in bocca lasciandovi la voglia di un altro tortello …
Buona settimana a tutti !!!

                                 Spiedini di tortelli saraceni fritti


Ingredienti:

Per la pasta:
200 gr. di farina 00
100 gr. di farina di grano saraceno
sale
acqua q.b.

Per il ripieno:
100 gr. di crescenza o stracchino
100 gr. di fontina
filetti di acciughe sott’olio
olio d’oliva


Preparazione:
Mettiamo sul tavolo le farine a fontana con il sale e con l’acqua impastiamo il tutto sino a ottenere una pasta morbida ma non molle. Tiriamo le sfoglie a macchina e ritagliamo con la rotella dentata dei quadrati di pasta, dove andremo a mettere un pezzetto di crescenza, uno di fontina e mezzo filetto d’acciuga.



Chiudiamo a triangolo pressando bene, e giriamo sul dito per formare il tortello.


Friggiamo in olio d’oliva i tortelli per qualche minuto, scoliamo su carta assorbente e infiliamo negli spiedini di legno. Serviamo tiepidi.



Ottimi per accompagnare l’aperitivo, ma anche per una cena un po’ diversa accompagnati da un insalata mista.


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venerdì 11 marzo 2011

STOCCAFISSO IN UMIDO


Lo stoccafisso, (il suo vero nome è merluzzo artico norvegese) non va confuso con il baccalà il quale, oltre a essere conservato mediante salatura ha un sapore completamente diverso pur essendo lo stesso pesce.
Lo stoccafisso invece, rispetto al baccalà, viene fatto essiccare per tre mesi all’aperto a temperature rigide e venti secchi artici tipici delle zone in cui viene pescato, e per altri tre mesi al chiuso, in un ambiente secco e ventilato.
Il migliore pesce arriva dalle isole Lofoten (Norvegia).
Pur perdendo durante l’essicazione il 70% della sua consistenza questo pesce è ricco di proteine, vitamine, sali di ferro e calcio, basti pensare che un chilo di stoccafisso in termini nutritivi, equivale a 5 chili di pesce fresco.
Per preparare lo stoccafisso alla cottura è necessario tenerlo a bagno in acqua fredda 4/5 giorni cambiando l’acqua ogni ventiquattro ore, alla fine di questo procedimento avrà aumentato il suo peso di 3/4 volte.
Come avevamo già detto quando vi abbiamo proposto lo stoccafisso ai funghi, in Portogallo preparano questa prelibatezza in 365 modi diversi e noi in Liguria, potremmo non essere da meno …
Una pietanza versatile dal sapore deciso e unico.
Oggi vi presentiamo un'altra versione di come prepararlo, quella classica Ligure …

Buon week end a tutti !!!



                              Stoccafisso in umido

Ingredienti:

800 gr. di stoccafisso già ammollato
1 cipolla di piccola
1 spicchio di aglio
prezzemolo
1 scatola di pelati
2 filetti di acciughe
30 gr. di pinoli
4 patate di media grandezza
100 gr. di olive verdi
olio d’oliva
sale

Preparazione:
Facciamo lessare lo stoccafisso quel tanto che basta per togliere la pelle e diliscarlo (circa 10/15 minuti).
Mettiamo in una casseruola l’olio d’oliva, un trito di cipolla prezzemolo e aglio, le patate a tocchetti, le olive, le acciughe, i pelati schiacciati con una forchetta, i pinoli e infine aggiungiamo lo stoccafisso che abbiamo preparato. Saliamo e uniamo 2 mestoli d’acqua, tutto rigorosamente a freddo.
Mettiamo sul fuoco e lasciamo cuocere mescolando di tanto in tanto per circa 1 ora.
Quando l’acqua si sarà asciugata e le patate saranno morbide, lo stoccafisso è pronto per essere servito.
Possiamo accompagnarlo con polenta di mais o di semolino o semplicemente con il pane.



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mercoledì 9 marzo 2011

CALAMARI AL VERDE CON PISELLI


In attesa dell’arrivo della primavera oggi vi proponiamo un piatto leggero e molto semplice da preparare.
I calamari al verde sono vera bontà almeno per noi ….

Buona giornata a tutti !!!


                      Calamari al verde con piselli

Ingredienti:
500 gr. di calamari
200 gr. di piselli
2 spicchi d’ aglio
vino bianco per sfumare
prezzemolo
olio d’oliva

Preparazione:
Mettiamo in una padella con l’olio d’oliva un trito di prezzemolo e aglio, uniamo i calamari puliti e tagliati ad anelli, rosoliamo, sfumiamo con il vino bianco, aggiungiamo i piselli e lasciamo cuocere sino a che i piselli siano teneri e i calamari cotti, eventualmente unendo un po’ d’acqua. Serviamo caldi o tiepidi.
Un ottimo piatto delicato, marinaro e con il sapore della primavera.


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martedì 8 marzo 2011

NIZZA E IL SUO CARNEVALE

immagime presa dal web
Oggi è martedì grasso ed è anche la festa della donna. Noi siamo convinti che le donne vadano festeggiate ogni giorno, vista l’importanza che hanno sempre avuto e sempre avranno nella società, ma comunque un augurio a tutte le donne lo facciamo di cuore …

Per quello che riguarda il martedì grasso invece, vi portiamo a Nizza, città della Costa Azzurra dove si svolge una delle manifestazioni più importanti di Francia dal punto di vista carnevalesco.
La città è stata annessa alla Francia durante il periodo napoleonico poi tornata sotto i Savoia nel 1815 e definitivamente passata ai francesi nel 1860.
Insieme alla regione della Savoia, Nizza fu una sorta di compenso che la "Giovine Italia" fece in qualche modo ai francesi protagonisti nell’aiutare Cavour e compagni  nel portare a termine il Risorgimento Italiano.
Il legame tra questa città e l’unità d’Italia era nel segno del destino, Giuseppe Garibaldi nacque proprio a Nizza nel 1807, per poi diventare l’eroe dei due mondi .
Anche il Carnevale di quest’anno ricorda l’unione tra questa città e l’Italia, il tema della festa del 2011 è “Il Re del Mediterraneo” e quest’anno hanno sfilato e sfileranno rappresentazioni italiane per ricordare i 150 anni dell’unità d’Italia.
Durante i quindici giorni del Carnevale sfilate e feste coinvolgono i partecipanti in un divertente e colorato mondo goliardico invadendo gioiosamente Nizza, coinvolgendo i suoi ospiti con più di mille personaggi tra ballerini e musicisti venuti da tutto il mondo, i quali, con la loro bravura animano la città grazie a divertenti esibizioni.
un carro durante la sfilata
Carro fiorito
Spettacolare durante la sfilata dei carri la battaglia dei fiori che ha origine nel 1876 e via, via, si è evoluta nel tempo. Oggi il lancio di fiori dai carri meravigliosamente decorati, valorizza la varietà dei fiori della costa azzurra. Su ogni carro in sfilata vi sono delle modelle in costume che lanciano sugli spettatori fino a 100. 000 fiori, dando vita ad uno spettacolo unico nel suo genere per colori e coreografia.
un altro momento della sfilata
Le manifestazioni si svolgono nei due luoghi più importanti della città, Piazza Massena e la Promenade des Anglais .
La piazza è caratterizzata da mattonelle bianco e grigie che ornano la pavimentazione, mentre una splendida fontana dal getto d’acqua imponente domina l’ampio spazio a disposizione dei visitatori.
la fontana di piazza massena

La Promenade invece è la strada lungomare di Nizza caratterizzata da una grande parte pedonale fronte mare, dove turisti e popolazione locale vanno a passeggiare godendosi il meraviglioso panorama.
Scorcio della promenade
Una cosa da non perdere se passate da Nizza è la chiesa ortodossa di S. Nicola, costruita nel 1912 con il benestare dello zar Nicola II per permettere ai molti nobili russi che in quel periodo andavano a svernare nella città di Nizza di professare il loro culto. La chiesa, che si rifà esattamente alla copia della cattedrale di S. Basilio sulla Piazza Rossa a Mosca, è la più grande cattedrale ortodossa russa al di fuori della Russia.

Chiesa Ortodossa
Il legame tra Nizza e l’Italia, soprattutto con la regione Liguria, lo troviamo anche in gastronomia.
Diversi piatti sono tipici della vicina terra ligure, e per noi genovesi è un po’come essere a casa. Partendo dalla Socca, in dialetto nizzardo la farinata genovese, ai Beignets de fleurs de courgettes fiori di zucchini ripieni, alle Farcis Niçois in pratica le nostre lattughe ripiene, fino alla Pichade una torta salata al pomodoro.
Un'altra specialità del luogo è il coquillages, se amate i frutti di mare e crostacei non potrete farne a meno.
Vi sono ristoranti che servono questo spettacolare piatto in grandiose porzioni ....


Coquillages
Anche Nizza e il suo Carnevale secondo noi sono luoghi da non perdere ...
 
Ringraziamo il nostro amico Emilio per averci fornito le foto di una delle sfilate di quest'anno.

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