venerdì 29 luglio 2011

UN VIAGGIO & UNA RICETTA

Straccetti di grano saraceno con gamberi

Scorcio di Livigno
Oggi per la rubrica "Un Viaggio & Una Ricetta" vi presentiamo Livigno e gli Staccetti di grano saraceno ai gamberi. Il grano saraceno è molto utilizzato in Valtellina, ma vivendo sul mare, alla ricetta abbiamo aggiunto i gamberi, il risultato è stato sorprendente ....

IL VIAGGIO
LIVIGNO.....   Una valle incantata….
Lassù, quando la cartina geografica non prevede altro paese prima del confine con la Svizzera, quando le cime delle montagne sembrano essere a portata di mano, a un viaggiatore che proviene dalla bassa Valtellina, passato il passo del Foscagno, appare la valle di Livigno, soprannominata non a caso, Il Piccolo Tibet….
Prima di ammirare la valle incantata, s’incontra a circa 2000 metri di altezza, un paesino dal nome curioso, Tre Palle, il nucleo abitato più alto d’Europa.
Poi, raggiunto l’apice dell’ultima cima a 2200 metri, si ridiscende e appare in tutta la sua bellezza la valle di Livigno, incastonata tra l’alta Valtellina e l’Egandina, lunga 12 chilometri e contornata da montagne alte fino a 3000 metri che discendono verso il paese sino ai suoi 1816 metri di altezza……



Come in una sorta di presepe, le case fatte di legno e sassi si distendono per tutta la valle, attraversata da un piccolo fiume, lo Spòl, il quale, scorre insolitamente da sud a nord, alimentando uno spettacolare lago artificiale, chiamato il lago del Gallo, che si distende sino alla vicina Svizzera, fermato da un grande diga.



Una valle quella di Livigno, con la sua storia, visto che dall’anno 1000 d.c risalgono i primi insediamenti favoriti dallo strategico punto di passaggio tra il nord e il sud delle Alpi.
La sua indipendenza giuridica ed economica Livigno l’ottiene sin dal 1600, quando i Grigioni erano padroni della Valtellina, per poi ottenere i benefici extra doganali nel 1805 da Napoleone, grazie alla sua particolare posizione geografica. Benefici confermati dall’Impero Austro Ungarico nel 1918, riconosciuti dall’italia nel 1910 e sanciti definitivamente dalla C.E.E. nel 1960.
L’extradoganalità, oltre alla spettacolarità della natura, fa di Livigno un ulteriore luogo di interesse.
Vi sono tre accessi per giungere alla valle incantata, il passo del Foscagno, (solo dogana italiana) il passo della Forcola e il ponte del Gallo, questi ultimi due anche con dogana svizzera, visto che sono la porta di accesso al territorio elvetico.
Il centro del paese è una sorta di via dello shopping a prezzi competitivi, soprattutto su i generi soggetti alla dogana quali sigarette, super alcolici, profumi, carburanti, ecc….
Mi raccomando, occhio sempre alla tabella merceologica per i viaggiatori delle merci in franchigia, solitamente è appesa in tutti i negozi e viene fornita a tutti i clienti, non si può portare via tutto quello che si vuole, esiste un limite sulle quantità, e alla dogana quando uscite, vi possono controllare…


Ma torniamo alla meraviglia della valle, fatta di passeggiate attrezzate con panchine e fontane disseminate per tutto il percorso semi pianeggiante, con a fianco piste ciclabili per tutti coloro che amano andare in bicicletta o sui pattini. Per gli amanti del tracking poi, Livigno è un vero paradiso, vi sono infinite possibilità di escursione in alta quota, con vari livelli di difficoltà sia per i principianti che per i più esperti.


Durante l’inverno la valle si trasforma e il paesaggio, incantato dai colori dell’estate, diventa magico,ovattato dalle abbondanti nevicate che fanno di Livigno una delle maggiori località sciistiche delle Alpi.
Chilometri di piste sempre innevate per tutte le difficoltà, si può praticare sci alpino,sci nordico, sci notturno, sci di fondo, snowboard e anche d’inverno, vi sono sentieri battuti per chi non scia e vuole semplicemente godersi la valle, passeggiando immerso nel paesaggio innevato.
Una nota fondamentale di questa splendida valle è la gastronomia, e noi golosi, come potevamo tralasciarla…..
Il grano saraceno è il principale ingrediente della cucina livignasca e di tutta la Valtellina.
I pizzòccheri, tagliatelle di grano saraceno condite con burro, formaggio, verza e patate, la polenta taragna, polenta di grano saraceno condita con burro e casera(un formaggio semigrasso del luogo), gli sciàtt, tortelli di grano saraceno e formaggio, sono tutti piatti che vanno per la maggiore, senza dimenticare una prelibatezza come la bresaola, che da queste parti viene prodotta artigianalmente, con un gusto e un profumo unico ed inimitabile. Infine da provare anche i salamet, delle fantastiche salsicce prodotte in loco.
Da segnalare tre particolari vini con cui accompagnare i piatti livignasci, robusti e corposi, a ricordare le vicine montagne in cui vengono prodotti. L’Inferno D.o.c.g. prodotto su terrazze rocciose dove la temperatura estiva raggiunge picchi così elevati da farne giustificare il nome, il Sassella D.o.c.g. prodotto nelle valli vicino a Sondrio e il Grumello D.o.c.g caratterizzato da una sfumatura nel suo sapore, che pare ricordale le mandorle.
Prima di tornare a casa, se si è arrivati fin qua su, vi consigliamo una visita alla latteria più alta d’Europa, dove per merito di un favoloso latte, prodotto dalle mucche che spesso vi capiterà di vedere libere al pascolo per tutta la valle, vengono realizzati deliziosi formaggi. Il tutto davanti ai vostri occhi, grazie a delle vetrate panoramiche che permettono di curiosare la produzione artigianale di latte, formaggi, yogurt e di un fantastico gelato…..

Latteria di Livigno

LA RICETTA
Straccetti di grano saraceno ai gamberi

Ingredienti:

Per la pasta:
200 gr. di farina 00
100 gr. di farina di grano saraceno
sale
acqua q.b.

Per il condimento:
400 gr. di gamberi
1 spicchio di aglio
prezzemolo
vino bianco per sfumare
sale
olio

Preparazione:
Mettiamo sul tavolo le farine a fontana con il sale e con l’acqua impastiamo il tutto sino a ottenere una pasta morbida ma non molle. Tiriamo le sfoglie a macchina e ritagliamo con la rotella dentata dei quadretti irregolari.


Prepariamo il condimento: puliamo i gamberi, togliendo testa, budellino, carapace e tagliamo a pezzetti, tranne qualcuno che lasceremo intero per decorare il piatto.
Tritiamo il prezzemolo e l’aglio e lo rosoliamo in una padella con dell’olio, uniamo i gamberi, aggiustiamo il sale e dopo pochi minuti sfumiamo con il vino bianco. Appena il vino è evaporato spegniamo tutto.
Mettiamo a bollire l’acqua con il sale e un cucchiaio d’olio, buttiamo gli straccetti, lasciamo riprendere il bollore e dopo qualche minuto scoliamo e versiamo nella padella con i gamberi.
Saltiamo e serviamo finendo il piatto con i gamberi lasciati interi e un filo di olio extravergine.











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lunedì 25 luglio 2011

ACCIUGHE IN UMIDO



Le acciughe o alici sono sempre state fin dal medioevo un alimento da consumarsi fresco, appena pescato.
Nel periodo da Marzo a Settembre il mediterraneo è sempre stato ricco di questo fantastico pesce, detto anche pesce azzurro, che pescato in grandi quantità è sempre stato economicamente alla portata di tutti e per secoli il piatto principale di tutte le popolazioni vicine al mare.
Ecco un altra ricetta semplice da preparare ottima anche come piatto freddo, ideale per il periodo estivo.

Buona settimana a tutti !!!             

                          Acciughe in umido

Ingredienti:
1 kg. di acciughe
2 spicchi d’aglio
prezzemolo
olio d’oliva
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
½ bicchiere d’acqua circa
sale

 Preparazione:
Lavare e pulire le acciughe togliendo testa e interiora, ma lasciandole chiuse con la lisca, saranno più saporite.
Mettere in una larga padella (o in due) l’olio d’oliva con il trito di prezzemolo e aglio, quando comincerà a sfrigolare aggiungere il concentrato di pomodoro sciolto nel mezzo bicchiere d’acqua, lasciare cuocere pochi minuti e unire le acciughe, salare e cuocere da ambo le parti per ancora qualche minuto.
Disporre in un piatto a portata e servire, saranno ottime anche fredde.


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mercoledì 20 luglio 2011

UN VIAGGIO & UNA RICETTA

Calamari al verde con piselli
Bayeux
Oggi per la rubrica Un Viaggio & Una Ricetta vi presentiamo Bayeux e il suo arazzo, cittadina nel cuore della Bretagna tutta da scoprire e i calamari al verde con piselli ...
Inutile dirvi che nel nostro girovagare per la Bretagna abbiamo mangiato parecchio presce ....

IL VIAGGIO
Bayeux e il suo arazzo

A pochi chilometri dalle spiagge dello sbarco, situata nel cuore di una regione agricola cosparsa di fattorie fortificate, Bayeux è un luogo da non perdere assolutamente se vi trovate in Normandia.

In venti secoli di storia la cittadina di Bayeux si è arricchita di un patrimonio architetturale fuori dal comune e straordinariamente conservato, dalle cime dei tetti in ardesia, alle grondaie in rame, fino alle case antiche, le boutique eleganti e le dimore signorili.
Vi sono strade in cui è piacevole passeggiare e i balconi fioriti, i giardini pubblici perfettamente curati, danno al visitatore la sensazione di essere in un luogo fuori dai nostri tempi moderni.

Un particolare edificio
La maestosa cattedrale in stile gotico, visibile da ogni punto della città, è uno splendido edificio risalente al secolo XI.

La cattedrale
Bayeux è famosa per il suo arazzo, noto come l’arazzo della regina Matilde, che non è proprio un arazzo, ma un ricamo di lana su tela di lino, lungo 70 metri e alto mezzo metro, che racconta in immagini, lo svolgimento della spedizione in Inghilterra di Guglielmo duca di Normandia.


Come in un film all’interno di una moderna pellicola cinematografica, il racconto ricamato sull’arazzo si conclude spettacolarmente con l’impressionante evocazione della battaglia di Hastings, che permise al vittorioso Guglielmo di essere incoronato Re d’Inghilterra nel 1066.

L'arazzo
Sembrerebbe che l’arazzo cominciò a essere ricamato per volere di Oddone di Bayeux, fratellastro di Guglielmo il conquistatore, il quale  voleva ornare la nuova cattedrale di Bayeux, e sembrerebbe inoltre, che a ricamarlo con l’aiuto delle sue damigelle fu proprio la regina Matilde, infatti l’arazzo è chiamato “Tapisserie de la Reine Mathilde”
Vi è un particolare di una cometa disegnata sull’arazzo, e gli studiosi ritengono sia stata quella di Halley di passaggio e ben visibile al tempo, almeno secondo i calcoli dei modelli matematici scientifici moderni.                  
L’arazzo è un vero e rarissimo capolavoro, conservato e disteso all’interno di un lunghissima teca di vetro, in cui viene esposto  e accudito dal museo che lo ospita, il Centre Guillame le Conquérant.
Visitabile con una guida multilingue, il museo permette di scoprire tutto il mistero e il fascino che ruota intorno allo splendido arazzo, ricordandoci in più occasioni che “La Tapisserie de la Reine Mathilde” è una testimonianza unica al mondo della vita del secolo XI.

Un mulino nel centro di Bayeux
Se vi capita di trovarvi  in Normandia, Bayeux è sicuramente un luogo dove prevedere una sosta ….

LA RICETTA
Calamari al verde con piselli

Ingredienti:
500 gr. di calamari
200 gr. di piselli
2 spicchi d’ aglio
vino bianco per sfumare
prezzemolo
olio d’oliva

Preparazione:
Mettiamo in una padella con l’olio d’oliva un trito di prezzemolo e aglio, uniamo i calamari puliti e tagliati ad anelli, rosoliamo, sfumiamo con il vino bianco, aggiungiamo i piselli e lasciamo cuocere sino a che i piselli siano teneri e i calamari cotti, eventualmente unendo un po’ d’acqua. Serviamo caldi o tiepidi.
Un ottimo piatto delicato, marinaro e con il sapore della primavera.


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lunedì 18 luglio 2011

SIGARI FRITTI AL SALMONE


Aperitivo in giardino o in terrazza ?
Ecco un idea sfiziosa in stile finger food per le vostre prossime serate estive …
Inutile dirvi che uno tira l’altro ….
Buona settimana amici ….


               Sigari fritti al salmone

Ingredienti:
Per la pasta:
125 gr. di farina 00
125 gr. di farina manitoba
½  cubetto di lievito di birra
125 ml. di acqua
sale
olio d’oliva
250 gr. di salmone affumicato a fette

Preparazione:
Mettiamo sul tavolo la farina 00, la farina manitoba e il sale.
Formiamo la fontana, sciogliamo il lievito nell’acqua tiepida e incominciamo a impastare, quando l’impasto risulta omogeneo facciamo lievitare coperto per circa 1 ora.
Riprendiamo l’impasto dopo che è lievitato, tiriamo con il mattarello una sfoglia dello spessore di circa ½ centimetro, ritagliamo dei rettangoli come nella foto.


Mettiamo il salmone all’interno, arrotoliamo schiacciando leggermente e premendo bene i lati, continuiamo così sino a esaurimento degli ingredienti.
Scaldiamo l’olio in una larga padella e mettiamo i sigari a friggere da ambo le parti.
Scoliamo su carta assorbente e serviamo per un aperitivo un po’ particolare.




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venerdì 15 luglio 2011

FAGIOLI BIANCHI CON WURSTEL IN UMIDO



La ricetta odierna è semplicissima e veloce da realizzare, ideale per questo periodo estivo.
La si può preparare anticipatamente e gustare fredda … magari dopo una giornata passata alla spiaggia …
Buon week-end a tutti !!!

          Fagioli bianchi con wurstel in umido

Ingredienti:
(per due persone)
250 gr. di fagioli bianchi già lessati
2 wurstel di suino grandi
1 cipolla piccola di Tropea
1 spicchio d’aglio
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
½ bicchiere d’acqua
olio d’oliva
sale
origano
peperoncino a piacere

 Preparazione:
Mettiamo in una padella con l’olio, la cipolla e i wurstel a fettine, mentre lo spicchio d’aglio lo tritiamo finemente. Rosoliamo, uniamo il concentrato di pomodoro sciolto in ½ bicchiere d’acqua, saliamo e lasciamo cuocere 5 minuti circa. Aggiungiamo poi i fagioli lessati, un bel pizzico di origano e del peperoncino a piacere continuando la cottura per altri 10 minuti.
Possiamo servirli tiepidi oppure raffreddati a temperatura ambiente, saranno ottimi ugualmente.





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mercoledì 13 luglio 2011

UN VIAGGIO & UNA RICETTA

Filetti di gallinella al limone


Spiaggia di Biarritz

Per la rubrica "Un viaggio & Una ricetta" oggi vi presentiamo i Filetti di gallinella al limone e Biarritz...
Pesce e mare, luoghi e sapori che spesso si confondono nei ricordi di viaggi e golosità assaggiate ....

IL VIAGGIO
Biarritz

Per arrivare a Biarritz partendo da Carcassonne, ci sono circa 400 chilometri di strada che percorriamo in tre ore e mezza, permettendoci anche una sosta lungo il percorso, ammirando i panorami della regione Midì - Pirenei, una regione davvero interessante in cui ci ripromettiamo di tornare in un'altra occasione.
Le segnalazioni per giungere alle varie località sulla costa atlantica sono di facile comprensione e dopo aver seguito le indicazioni per Tolosa, si deve seguire le indicazioni per Saint – Sebastien.
Per qualche instante, guardando il paesaggio intorno a me, penso a tutti coloro che nei tempi passati attraversavano la Francia dal mediterraneo all’oceano in mezzo a paesaggi fantastici. Non c’era l’autostrada  e il mezzo di trasporto era il cavallo, per cui la traversata si presentava oltre che pericolosa, molto più lunga e faticosa delle nostre tre ore e mezza.
Percorrendo la strada verso il confine spagnolo si arriva a Biarritz. Per un po’ i Pirenei fanno da sfondo al nostro percorso e dirigendoci verso l’oceano, entrando nella regione dell’Aquitania, intravediamo il confine con i Paesi Baschi.
Arrivati a destinazione, la vista dell’oceano ci affascina e la distesa che si presenta di fronte a noi dopo i 400 chilometri di viaggio, vale la strada che abbiamo percorso.

Panorama si Biarritz

Biarritz è una cittadina sull’oceano atlantico a pochi chilometri dal confine spagnolo e l’influenza del golfo della Guascogna si sente e si percepisce nell’aria.
La storia della splendida cittadina atlantica, pare iniziare quando i vichinghi arrivarono nel golfo di Guascogna e insediarono i primi villaggi, in seguito vi sono notizie certe che il villaggio divenne un punto di riferimento per la pesca delle balene.
Gli inglesi frequentarono per diverso tempo la località grazie alla regina Vittoria che nel 1889, si innamorò della graziosa città, la quale divenne una delle sue mete preferite.
Il massimo del suo splendore Biarritz lo raggiunse negli anni sessanta, con l’arrivo dalla California e da altre parti del mondo dei surfisti, attratti dall’oceano impetuoso e dalle sue onde spettacolari.
Da allora fino ai giorni nostri la splendida località di villeggiatura è cresciuta divenendo una delle mete più rinomate per il turismo della costa atlantica, ed è stata rinominata la “Californie de l’Europe”
Di cose curiose da vedere a Biarritz ce ne sono parecchie, la prima è il faro, famoso e segnalato da tutte le cartine turistiche, si vede svettare bianco con la punta scura in fondo alla spettacolare spiaggia della località francese.
Situato su di uno sperone roccioso, vero e proprio confine tra la costa francese sabbiosa e la costa rocciosa dei Paesi Baschi, il faro di Biarritz fu costruito nel 1834, posando le sua fondamenta fino a 5 metri nel sottosuolo roccioso.  Fu automatizzato nel 1980 e oggi, lo si può visitare salendo i suoi 243 scalini fino alla cima da dove nelle giornate serene, si può godere di un fantastico panorama.
Un altro luogo spettacolare da non perdere a Biarritz è lo scoglio della vergine. Situato vicino alla costa e collegato ad essa con un ponte in ferro battuto. Lo scoglio della vergine non è un luogo di culto ma una vera e propria attrazione turistica. Bucato nel mezzo, pare per volere di Napoleone Terzo che lo volle utilizzare come avamposto difensivo fortificato, piazzandovi dei cannoni, lo scoglio è davvero singolare per la sua ubicazione di fronte alla costa. La statuetta della vergine svetta bianca in cima allo scoglio e il panorama che si può ammirare verso costa è davvero suggestivo. Se la giornata è limpida, si possono vedere chiaramente le due coste confinanti tra Spagna e Francia. Un vero brivido si può provare nel raggiungere lo scoglio passando sul ponte di ferro che lo collega alla costa, soprattutto se l’oceano atlantico è leggermente agitato e il vento, che a Biarritz non manca mai, colpisce prepotentemente il viso del visitatore.

Scoglio della Vergine
Siamo golosi e una visitina al museo del cioccolato certo non volgiamo perderla. Interessante la visita al suo interno con la storia del cioccolato a partire dalla pianta di cacao, fino alla commercializzazione. Meravigliosa, quasi a fine visita, la degustazione della cioccolata calda in tazza con aromi e profumi straordinari, a ricordare come il cioccolato sia stato nel tempo ribattezzato cibo degli dei.
Certo non possiamo lasciamo Biarritz  senza assaggiare le specialità gastronomiche del posto, che sono abbondantemente influenzate dalla vicinanza con la Spagna. Un consiglio, cercate di cogliere l’occasione per  assaggiare i Chipirons, calamari cucinati nel nero di seppia dal sapore speziato. Poi vi sono i Piperade, uova strapazzate con pomodori, prosciutto e peperoncino. Senza dubbio ho trovato delizioso lo Zikiro, agnello speziato cucinato alla brace. Per uno spuntino veloce i Pintoxos sono una versione basca delle tapas spagnole. Per finire i dolci, quello che ho gradito particolarmente è stato il Kanougas, una specie di cioccolatino ripieno ai vari gusti che si può portare a casa in comode confezioni regalo.
C’è un’ultima cosa da dover ammirare a Biarritz, la forza della natura. Si potrebbero trascorrere ore intere a guardare le spettacolari onde che l’oceano regala al turista, senza che questi possa annoiarsi nemmeno un minuto, mentre il salino e il vento impetuoso gli sferzano il viso dandogli la sensazione di essere un surfista in mezzo alle onde.
Tutti gli anni nel mese di Luglio a Biarritz si tiene il festival del surf, il divertimento è assicurato, anche senza la tavola …….

LA RICETTA
Filetti di gallinella al limone

Ingredienti:
Filetti di gallinella (1 a persona)
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
succo di limone (1 limone ogni due filetti)
olio
sale

Preparazione:
Prepariamo i filetti di pesce tagliandoli con un coltello ben affilato, in tre strisce nel senso della lunghezza lasciandole attaccate dalla parte della coda, incrociamole tra loro a mo’ di treccia.
Prepariamo una padella con olio e prezzemolo e aglio tritati, appena sfrigola aggiungiamo i filetti cercando di non disfare la treccia formata, li giriamo da ambo i lati e aggiungiamo il succo di limone, cuociamo scoperto il tempo che si restringa il succo e formi questo sughetto delizioso.
Accompagniamo con insalata, pomodori, o patate fritte.

Ottimi per l’estate anche freddi.




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lunedì 11 luglio 2011

TAGLIATELLE VERDI CON SALMONE E FUNGHI



Cominciamo la settimana con un piatto, almeno per noi, molto gustoso ….
Ci scusiamo con i nostri lettori se ultimamente siamo un pochino latitanti, anche su gli altri blog amici.
Purtroppo l’editor di blogger non funziona e ci sta creando seri problemi di organizzazione del blog stesso.
Speriamo di poter al più presto rimediare a questo disagio …..
Buona settimana a tutti !!!
           Tagliatelle verdi con salmone e funghi

Ingredienti:

Per la pasta:
200 gr. farina di semola di grano duro
300 gr. farina 00
100 gr. di spinaci lessati e spremuti
2 uova
150 ml. di acqua
sale

Per il condimento:
300 gr. di funghi porcini
300 gr. di salmone affumicato
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
olio
sale
4 cucchiai di panna liquida

Preparazione:
Incominciamo dalla pasta, disponiamo la farina a fontana sul tavolo aggiungendo le uova, gli spinaci lessati, spremuti e passati al mixer, il sale e l’acqua aggiunta poco alla volta, amalgamiamo bene il tutto, formiamo una palla e la lasciamo riposare coperta mentre prepariamo il resto.
Tritiamo prezzemolo e aglio, lo mettiamo in una padella con dell’olio e appena soffrigge mettiamo i funghi puliti e affettati. Rosoliamo, saliamo e facciamo cuocere per 10 minuti circa (se occorre aggiungiamo un po’ d’acqua).
Tagliamo il salmone a striscioline e lo uniamo ai funghi trifolati, aggiungiamo la panna liquida e proseguiamo la cottura per ancora 5 minuti.
Ora riprendiamo la pasta che nel frattempo si è riposata e tiriamo la sfoglia a macchina tagliando dei rettangoli della lunghezza che vogliamo le tagliatelle, le passiamo nel rullo apposito stendendole poi su di un canovaccio infarinato.
Mettiamo a bollire l’acqua, buttiamo le tagliatelle e lasciamo cuocere qualche minuto, le scoliamo per poi passarle nella padella con il condimento preparato. Le facciamo saltare per amalgamarle bene e serviamo in tavola.







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venerdì 8 luglio 2011

UN VIAGGIO & UNA RICETTA




Oggi per "Un Viaggio & un Ricetta" presentiamo l'appennino e i suoi ravioli di patate con il sugo di funghi ... Luoghi fantastici e cibi a sogno ....

IL VIAGGIO
Scappo dalla città…… un week end sull’Appennino

Il caldo torrido dell’ultima settimana, l’umidità altissima e quel senso di soffocamento che mi ha tormentato per giorni, avevano esasperato tutto il mio metabolismo, a un certo punto non avevo scelta, dovevo scappare dalla città…..
In un paio d’ore sono sull’appennino tosco-emiliano nella zona che va dal passo del Cerreto a Castelnuovo Né Monti. Un altitudine minima di 600 metri sul livello del mare ed una massima di 1200.
La prima sensazione è quella di benessere, portata da un tasso di umidità decisamente più basso e da un arietta fresca alzatasi dopo un temporale passeggero, quando l’erba profuma di bagnato e l’odore della legna bruciata regala quella piacevole sensazione di essere in un luogo quasi magico….

Per chi è abituato alla frenesia della città, questi posti sono una sorta di paradiso della tranquillità, dove si possono trovare agriturismi, alberghi, ristoranti, il pane cotto in vecchi forni a legna, tante zone in cui fare interessanti escursioni e passeggiate spettacolari attraverso le valli.
Oltre al Passo del Cerreto con il suo lago e gli impianti di risalita in cui d’inverno è possibile sciare,  diverse sone le cose da segnalare in questa zona senza dimenticare l’infinità di curiosi e graziosi paesini che si incontrano lungo il percorso….
La Pietra di Bismantova in Castelnuovo Nè Monti, famosa in tutto il mondo e citata sulla divina commedia da Dante Alighieri, è un maestoso torrione costruito dalla natura molti milleni prima che comparisse l’uomo sulla terra. Pare che il Sommo Dante oltre che citare la pietra nel canto del purgatorio, si sia ispirato ad essa anche per descrivere la Montagna sacra del purgatorio stesso.

La pietra di Bismantova

La forma della pierta è assai curiosa, può sembrare un tronco d’albero tagliato alla base o una sorta di vecchio ferro da stiro rovesciato, il tutto modellato dalla nataura, pioggia, neve e vento, sin dai tempi della preistoria.

la pietra vista da sotto

Lo sperono in cima alla pietra

Ai piedi della rupe vi è un santuario risalente  all’anno1400, con all’interno vari affreschi dipinti in diverse epoche a partire dal 1450.

Il santuario
Un altro luogo da visitare se si passa da queste parti sono le Terme di Cervarezza, con il loro parco e le magnifiche fonti da cui bere dirattamente l’ acqua sulfurea.
infine i laghi del Ventasso, a cui non manco mai di fare un escursione ogni volta che sono nelle vicinanze, un luogo quasi fuori dal tempo dove la natura la fa da padrona con tutta la sua meraviglia…

laghi del ventasso
Non vorrei tralasciare l’aspetto enogastronomico del luogo.
Siamo in Emilia, nella zona del Parmigiano Reggiano e di caseifici se ne trovano diversi ove acquistare il prelibato formaggio, oltre ad altri gustosissimi formaggi sia di mucca che di capra.
Da non dimenticare i salumifici, dove si producono direttamente coppe, prosciutti cotti e crudi, culatello, salsicce, mortadelle e tutto quello che può venire in mente a un goloso….
Piatti golosi se ne possono assaggiare un infinità, in Emilia c’è solo l’imbarazzo della scelta, ravioli di patate con il sugo di funghi, ravioli di zucca, carne di maiale e di manzo alla brace cucinata in tutti i modi, gnocco fritto e tanti altri favolosi piatti che proporremo nelle nostre ricette.
Per quello che riguarda il vino bè, da queste parti usano molto il toscano come lo chiamano loro, un ottimo rosso tipo Chianti,  ma ovviamente i ristoratori sono forniti di tutti i migliori vini a cui abbinare le loro straordinarie pietanze.
Per concludere posso dire che per un wek end da queste parti, vale proprio la pena  scappare dalla città...

LA RICETTA
Ravioli di patate con sugo di funghi

Ingredienti:
Per la pasta:
500 gr. di farina 00
2 uova
sale
acqua q.b.
Per il ripieno:
4 patate di media grandezza
2 uova piccole
80 gr. di parmigiano grattugiato
noce moscata
sale
Per il sugo:
300 gr. di funghi (porcini o champignon)
500.gr. di pelati in scatola
1 cucchiaio di conserva di pomodoro
1 cipolla piccola
1 carota
1 pezzetto di sedano
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
olio
sale

Preparazione:
Incominciamo dalla pasta, disponiamo la farina a fontana sul tavolo aggiungendo le uova, il sale e un po’ di acqua sufficiente per l’impasto, amalgamiamo bene il tutto, formiamo una palla e la lasciamo riposare coperta mentre prepariamo il resto.
Facciamo bollire le patate e le passiamo allo schiacciapatate, le mettiamo in una terrina, aggiungiamo le uova, il sale, il parmigiano, e una bella grattata di noce moscata, amalgamiamo bene il tutto e il ripieno è pronto.
Ora riprendiamo la pasta che nel frattempo si è riposata e tiriamo una sfoglia. Possiamo usare il mattarello oppure per fare prima la macchina, l’importante è che la pasta sia abbastanza sottile.
Una volta distesa la sfoglia, mettiamo delle palline di ripieno disposte in fila, distanziate l’una dall’altra, ripieghiamo la sfoglia sopra alle palline e premiamo tutt’intorno per fare uscire l’aria, poi con la rotella dentata ritagliamo i ravioli.




Passiamo al sugo: facciamo un trito di cipolla, carota, prezzemolo, aglio, sedano e lo mettiamo in un tegame con l’olio, rosoliamo e uniamo i funghi puliti e tagliati a fettine, saliamo cuociamo qualche minuto, aggiungiamo i pelati schiacciati con una forchetta, la conserva di pomodoro e un po’ d’acqua per la cottura che è di circa 1 ora.
Mettiamo a bollire l’acqua con il sale, buttiamo i ravioli e quando salgono a galla, dopo qualche minuto li scoliamo. Condiamo con il sugo di funghi e una bella spolverata di parmigiano.
Provateli perché sono una vera prelibatezza.


































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